Il calcio italiano riparte da Giovanni Malagò. L’assemblea della Figc lo ha eletto nuovo presidente con il 68,58% dei voti, affidandogli il compito di guidare la federazione dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, arrivate all’indomani della terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale ai Mondiali.
Una scelta che conferma il peso politico e istituzionale costruito da Malagò in oltre vent’anni ai vertici dello sport italiano. Imprenditore, manager, dirigente olimpico e tessitore di alleanze, il romano classe 1959 è considerato uno degli uomini più influenti del settore, capace di mettere d’accordo federazioni, club, sponsor e istituzioni.
Dall’impresa allo sport
Figlio dell’imprenditore Vincenzo Malagò, storico concessionario automobilistico e vicepresidente della Roma, Giovanni Malagò si è laureato in Economia e ha affiancato l’attività sportiva a quella imprenditoriale. Da atleta ha praticato diverse discipline, conquistando i risultati più importanti nel calcio a cinque, con due scudetti e quattro Coppe Italia. Ma è come dirigente che costruisce la sua carriera, a partire dalla presidenza del Circolo Canottieri Aniene, trasformato in uno dei principali luoghi di incontro tra sport, impresa e istituzioni.
Nel 2013 arriva la consacrazione con l’elezione alla guida del Coni, incarico mantenuto fino al 2025. Dodici anni nei quali diventa il principale punto di riferimento dello sport italiano e interlocutore privilegiato del Comitato olimpico internazionale, del Governo e delle federazioni.
Quanto guadagna il nuovo presidente della Figc
Uno degli aspetti che suscita maggiore curiosità riguarda il compenso del nuovo presidente federale. Secondo quanto riportato daQFinance, la carica di presidente della Figc prevede uno stipendio dicirca 240 mila euro lordi all’anno, lo stesso percepito dal suo predecessore Gabriele Gravina. Si tratta però soltanto di una parte delle sue entrate. Il patrimonio economico di Malagò è infatti legato soprattutto alle attività imprenditoriali. È socio delGruppo Sa.Mo.Car, storica realtà romana specializzata nella vendita di auto di lusso come Ferrari e Maserati, oltre a ricoprire il ruolo di presidente e socio diMO.MA. Italiae amministratore delegato diGL Investimenti.
Sempre secondoQFinance, considerando le partecipazioni societarie e gli incarichi ricoperti, il reddito complessivo di Malagò sarebbevicino al milione di euro annuo. Sommando anche il compenso previsto per la presidenza della Figc, gli introiti potrebbero arrivare acirca 1,2 milioni di euro lordi all’anno.
Il manager delle relazioni
Ridurre Malagò al solo ruolo di dirigente sportivo sarebbe però limitativo. La sua forza è sempre stata la capacità di costruire consenso tra mondi diversi. Nel corso della sua carriera ha lavorato con governi di orientamento politico differente, presidenti federali, grandi sponsor e organizzazioni internazionali, diventando una figura trasversale e riconosciuta. Anche la sua elezione alla Figc ne è la dimostrazione: Serie A, Serie B, Assocalciatori e Associazione allenatori hanno sostenuto la sua candidatura, consentendogli di ottenere una larga maggioranza.
La sfida più difficile
Il nuovo presidente eredita una federazione chiamata a ricostruire credibilità dopo uno dei momenti più difficili della sua storia recente. La terza esclusione consecutiva dai Mondiali ha aperto una profonda riflessione sul futuro del calcio italiano, dalla riforma dei campionati ai vivai, fino alla scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Per molti Malagò rappresenta l’uomo giusto per riportare autorevolezza e peso politico al sistema. Per altri è invece il simbolo di un establishment che dovrà dimostrare di saper cambiare davvero. Di certo, con la sua elezione, uno dei dirigenti più influenti dello sport italiano aggiunge un’altra poltrona di prestigio a una carriera costruita tra management, istituzioni e grandi eventi internazionali, con un profilo che continua a renderlo uno degli uomini più potenti e meglio retribuiti dello sport italiano.





