Il Teatro delle Vittorie al centro del dibattito dopo l’annuncio della possibile vendita da parte della Rai, tra polemiche e dissenso nel mondo dello spettacolo.
Sembra ormai deciso il futuro dello storico teatro situato a Roma in Via Col di Lana. La scelta dell’azienda sembrerebbe dipendere dai costi di gestione ritenuti eccessivi e non più sostenibili, a causa della decadenza della struttura e delle problematiche tecniche e impiantistiche. Inoltre, la vendita era già stata deliberata dal precedente Consiglio di amministrazione nel luglio 2022. L’azienda ha infine precisato che il suo obiettivo non è cancellare la propria storia, ma trasmetterla nel futuro, razionalizzando al meglio le proprie strutture. Si attende il 22 maggio come data di scadenza per le offerte.
Il dissenso di Fiorello e dei suoi colleghi
‘’Un crimine contro la storia dello spettacolo italiano, questo teatro non si dovrebbe vendere, non si dovrebbe neanche pensare di venderlo per quello che si è vissuto là dentro […]’’. Queste le parole di Rosario Fiorello che ieri si è recato, insieme al suo collega Fabrizio Biggio, davanti il Teatro delle Vittorie. Il duo comico radio-televisivo ha affisso all’entrata due cartelloni con scritto ‘’questo teatro non si dovrebbe vendere’’, ‘’questo teatro non è in vendita’’. Un messaggio chiaro e diretto contro la decisione presa dall’azienda.
Lo showman invita anche i suoi colleghi ad esporsi in merito a questa decisione. Renzo Arbore è stato il primo a lanciare il suo appello di dissenso, coinvolgendo lo stesso Fiorello che si è prontamente mobilitato. Tanti, invece, si uniscono liberamente. Tra questi Stefano De Martino, l’ultimo a poter lavorare nel celebre teatro, con la conduzione di Affari Tuoi, prima di trasferire il programma negli studi di Milano.
Quando il sipario si chiude, la storia resta
Una decisione, quella della Rai, che accende i riflettori sull’incancellabile storia del teatro. Di proprietà della storica azienda dai tardi anni cinquanta e successivamente adibito a studio televisivo a partire dal 1961. Luogo di arte, volti e spettacoli che rimarranno impressi nella memoria dei telespettatori. Tra questi ricordiamo Sandra Mondaini e Raimondo Vianello con programmi celebri come Tante scuse del 1974. Show come Studio Uno con grandi stelle come Mina, protagonista anche del cult Milleluci condotto insieme a Raffaella Carrà. Tra i più recenti troviamo I soliti Ignoti, La fisica dell’amore, e molti altri. A calcare il famosissimo palco, in questi anni, anche le gemelle Kessler, Loretta Goggi Corrado, e tanti altri.
Impossibile non citare Pippo Baudo. Per il conduttore il Teatro delle Vittorie è stato spesso considerato la sua ‘’casa televisiva’’. Non a caso, tra il 18 e 19 agosto 2025, a seguito della morte di Baudo, nel teatro è stata allestita la camera ardente. Occasione nella quale si è parlato di intitolare il luogo allo storico presentatore scomparso. Tra i suoi lavori, fortemente legati al teatro in questione, ricordiamo Fantastico e Canzonissima.
La vendita di altri immobili
Oltre al teatro, l’azienda ha deciso di vendere altri 15 immobili, con vincolo delle Belle Arti per tutti. Tra questi ci sono: Palazzo Labia a Venezia, la sede milanese progettata da Gio Ponti, il terreno di Saxa Rubra dove si trova la Fornace Mariani e due palazzi a Torino. Per vendere questi immobili serve l’autorizzazione del Ministero della Cultura, e lo Stato ha il diritto di prelazione entro 60 giorni. Proprio per questo, in Rai c’è chi spera che il governo intervenga per acquistare il teatro. Il prezzo stimato è di circa 7 milioni di euro, a cui se ne aggiungerebbero altri 7 per la ristrutturazione. Nel complesso, tutti gli immobili messi in vendita nell’avviso del 22 aprile valgono circa 230 milioni di euro, di cui quasi la metà riguarda solo la sede di via Sempione a Milano.





