Due magistrati simbolo della lotta al terrorismo tornano a essere ricordati nel cuore della cittadella giudiziaria di Roma. All’ingresso del palazzo di giustizia di piazzale Clodio sono state infatti installate le immagini di Vittorio Occorsio e Mario Amato, accompagnate da targhe commemorative che ne ripercorrono la storia e il sacrificio al servizio dello Stato.
L’iniziativa è stata inaugurata nel corso di una cerimonia che ha coinvolto magistrati, personale amministrativo, rappresentanti dell’avvocatura e familiari delle due vittime del terrorismo, con l’obiettivo di mantenere viva una memoria che continua a rappresentare un patrimonio civile e istituzionale per il Paese.
Il ricordo del procuratore Lo Voi
A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, che ha parlato dell’importanza di custodire e trasmettere il ricordo di chi ha perso la vita nella difesa delle istituzioni democratiche.
Nel suo intervento ha rivolto un ringraziamento particolare ai familiari dei due magistrati, evidenziando come la loro presenza contribuisca a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità che non dimentica.
Lo Voi ha inoltre spiegato che il progetto di rinnovamento degli spazi della città giudiziaria è stato arricchito con documenti storici, fotografie e materiali provenienti dagli archivi, proprio per trasformare gli ambienti in un luogo capace di raccontare la storia della magistratura e delle sue vittime.
“Non lasciateci soli”
Nel corso della commemorazione è stato ricordato anche uno dei messaggi più significativi lasciati da Mario Amato, magistrato che più volte denunciò la solitudine nella quale si trovava a operare mentre indagava sull’eversione nera.
Secondo Lo Voi, quel celebre appello – “Non lasciateci soli” – mantiene ancora oggi una straordinaria attualità e rappresenta un monito per chi è impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo.
Un concetto ripreso anche dal presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, che ha evidenziato come i valori del ricordo e dell’esempio debbano procedere insieme, soprattutto in un momento storico in cui la memoria rischia di affievolirsi.
Le testimonianze dei familiari
Particolarmente toccanti gli interventi dei figli dei due magistrati.
Eugenio Occorsio, figlio di Vittorio, ha raccontato l’emozione di tornare negli uffici dove il padre lavorava prima di essere assassinato cinquant’anni fa dai terroristi di Ordine Nuovo.
Anche Sergio Amato, figlio di Mario e oggi dipendente della stessa città giudiziaria, ha sottolineato il valore simbolico della commemorazione. Per i familiari delle vittime del terrorismo, ha spiegato, i luoghi della memoria rappresentano un elemento fondamentale non solo sul piano personale, ma anche per la storia della Repubblica italiana.
Due magistrati uccisi dal terrorismo
Vittorio Occorsio venne assassinato il 10 luglio 1976 da un esponente di Ordine Nuovo mentre stava conducendo delicate indagini sui movimenti dell’estrema destra eversiva e dei rapporti di questa con la criminalità comune e organizzata.
Mario Amato fu invece ucciso il 23 giugno 1980 da militanti dei Nuclei Armati Rivoluzionari mentre attendeva l’autobus per raggiungere il tribunale di Roma. Anche lui stava lavorando a importanti inchieste sul terrorismo nero e aveva più volte denunciato il clima di isolamento in cui era costretto a operare.
Le loro figure sono oggi considerate tra le più importanti nella storia della magistratura italiana nella lotta all’eversione.
Un luogo di memoria per le nuove generazioni
Alla cerimonia era presente anche l’ex procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, oggi presidente del comitato scientifico della Fondazione Occorsio, che ha ribadito la necessità di continuare a lavorare affinché il ricordo delle vittime del terrorismo diventi sempre più patrimonio condiviso dell’intera comunità nazionale.
Il procuratore aggiunto Giovanni Conzo, che ha seguito il progetto di riqualificazione degli spazi, ha spiegato come l’obiettivo fosse quello di trasformare un luogo anonimo in uno spazio capace di trasmettere valori, storia e consapevolezza.
Le immagini di Occorsio e Amato accoglieranno da oggi chiunque entri nella città giudiziaria di Roma, ricordando il prezzo pagato da chi ha difeso le istituzioni democratiche contro la violenza del terrorismo.





