Il 12 maggio 1995, a soli 47 anni, si spegneva Domenica Rita Adriana Bertè, conosciuta dal grande pubblico come Mia Martini, soprannominata Mimì. Una delle interpreti più intense, espressive ed emozionanti del panorama musicale italiano. Successi come ‘’Minuetto’’, ‘’Piccolo Uomo’’, ‘’Almeno tu nell’universo’’ e tanti altri, continuano a scandire un tempo che non può essere misurato. Artiste così sono nate per essere celebrate ogni giorno, soprattutto quando se ne vanno troppo presto.
Mimì: una vita ricca di affetti e musica
Mia Martini nasce il 20 settembre del 1947 a Bagnara Calabra. Trascorre però la sua adolescenza a Porto Recanati, periodo nel quale comincia già a manifestare uno spiccato interesse per la musica. È stata la seconda di quattro sorelle, ma particolarmente legata a Loredana Bertè, con la quale ha condiviso non solo gli affetti familiari, ma anche la grande passione per l’arte musicale. Le due arrivano infatti ad esibirsi insieme sul prestigioso palco del Festival di Sanremo nel 1993, con il brano ‘’Stiamo come stiamo’’. Negli anni Sessanta la sua passione per la musica la porta a Milano, dove incontra il noto discografico Carlo Alberto Rossi che la lancia come corista per brani twist e rock del periodo. Solo un anno dopo, con il nome di “Mimì Bertè”, incide il suo primo 45 giri.
”Mia Martini”, Loredana Bertè e l’incontro con Renato Zero: l’inizio del successo
Il legame così viscerale tra Mia e Loredana è stato spesso condiviso anche con Renato Zero, che ha sempre considerato entrambe molto più che amiche. Quando la cantante nel 1969 si trasferisce a Roma, insieme con la madre e le sorelle, incontra Renato Fiacchini, non ancora nelle vesti del celebre cantante che conosciamo oggi. La svolta per quei giovani ragazzi arriva dall’incontro con Alberigo Crocetta, produttore discografico e talent scout, oltre che fondatore della storica discoteca Piper. Crocetta decide di lanciare subito Mia nel mercato internazionale, dando vita allo pseudonimo “Mia Martini”. Nel 1971 esce ‘’Padre davvero”, il primo brano pubblicato con il nuovo nome d’arte. L’anno seguente incide un pezzo scritto da Bruno Lauzi e Michelangelo La Bionda, su musica di Dario Baldan Bembo: “Piccolo uomo”.
Il brano si rivela un grande successo, e la sua interpretazione straordinaria le permette di vincere il Festivalbar di quell’anno. Il 2 aprile del 1973 incide quello che sarà il suo 45 giri più venduto: ‘’Minuetto’’. Il pezzo, composto da Dario Baldan Bembo, con testo di Franco Califano, le fa conquistare un nuovo disco d’oro e un disco di platino, oltre alla seconda vittoria consecutiva al Festivalbar. Da quel momento, i brani di Mia Martini iniziano ad essere tradotti e conosciuti anche all’estero. Un talento che sconfina inesorabilmente. Nel 1974 la critica europea la consacra cantante dell’anno. Con uno dei suoi album di maggior successo, “È proprio come vivere” , l’artista riceve il disco d’oro per il suo primo milione di dischi venduti con i suoi ultimi tre album.
Il sodalizio con Ivano Fossati e il Premio della Critica del Festival di Sanremo
Nel 1977, con la realizzazione dell’album ‘’Per amarti’’ nasce il sodalizio artistico e sentimentale tra Mia Martini e Ivano Fossati. Insieme al cantautore, l’artista pubblica i dischi “Vola” e “Danza”, del 1979. Inoltre, nel 1982 partecipa per la prima volta a Sanremo con il brano “E non finisce mica il cielo”, scritto proprio da Fossati. La canzone viene accolta come un autentico capolavoro e porta all’istituzione del Premio della Critica del Festival di Sanremo, nato proprio per omaggiare quel brano straordinario. Tutt’oggi ai cantanti in gara al celebre festival viene assegnato il premio in onore della cantante. Il rapporto tra i due artisti durerà fino ai primi anni Ottanta, lasciando un segno profondo sia nella vita personale sia nel percorso musicale di Mia Martini.
1983: il dolore dietro il silenzio
Intorno al 1983 la fama di Mia Martini è stata associata a eventi negativi. Nel giro di poco tempo si è diffusa la voce che la cantante portasse sfortuna, alimentando la convinzione che in sua presenza potessero verificarsi episodi tragici o eventi improvvisi e surreali. Una diceria crudele che ha finito per isolarla, al punto da non volerla più ospitare pubblicamente. Tuttavia, questa voce ha iniziato a prendere piede già qualche anno prima, quando due ragazzi sono rimasti vittime di un incidente su un pulmino su cui la cantante viaggiava insieme al suo gruppo. Un dolore immenso che si è tramutato in un assordante silenzio fino al 1989.
Proprio in quell’anno Mia Martini è tornata sulle scene grazie all’amico Renato Zero, il quale ha convinto il direttore artistico del Festival di Sanremo dell’epoca, Adriano Aragozzini, a farla partecipare nuovamente al celebre concorso canoro. Il brano ‘’Almeno tu nell’universo’’ è stato un successo e ha vinto nuovamente il Premio della Critica. Dopo la coraggiosa ripresa, la cantante ha inciso l’album ‘’Martini Mia’’. Con il brano ‘’Donna’’, firmato dal musicista Enzo Gragnaniello, ha partecipato al Festivalbar, e il disco ha ottenuto il Disco d’oro per le oltre 100.000 copie vendute. L’anno successivo è tornata ancora una volta al Festival di Sanremo con ‘’La nevicata del ’56’’, scritto da Franco Califano, vincendo il suo terzo Premio della Critica.
Gli ultimi momenti di una vita incredibile
L’ultima apparizione televisiva risale al programma “Papaveri e Papere”, andata in onda sabato 8 aprile 1995 su Rai 1, durante il quale Mimì aveva interpretato numerosi brani storici del Festival di Sanremo. Il 12 maggio del 1995, a soli quarantasette anni, Mia Martini viene ritrovata senza vita nel suo appartamento di Cardano al Campo, in provincia di Varese. Sulle cause della morte sono state avanzate diverse ipotesi e ricostruzioni, ma secondo quanto emerso dall’autopsia si è trattato di un arresto cardiaco.





