Una parte fondamentale dell’eredità di Leonardo da Vinci torna finalmente a essere consultabile come un unico grande patrimonio documentale. Da oggi, 8 giugno 2026, è infatti online Leonardotheka, una nuova piattaforma digitale che riunisce per la prima volta dopo oltre quattro secoli le due più importanti raccolte di scritti e disegni del Genio toscano. Si tratta della più vasta risorsa digitale mai realizzata sui manoscritti leonardiani, un progetto che promette di aprire nuove prospettive di studio e ricerca sull’opera di uno dei più grandi protagonisti della storia dell’umanità.
La presentazione ufficiale è avvenuta all’Ambasciata d’Italia a Londra nell’ambito di un progetto sviluppato dal Museo Galileo di Firenze in collaborazione con il Royal Collection Trust, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e la Biblioteca Leonardiana di Vinci. Dopo oltre dieci anni di lavoro, circa 3.500 pagine di manoscritti e disegni sono state digitalmente ricongiunte, superando una separazione che risaliva alla fine del XVI secolo.
Riuniti il Codice Atlantico e i fogli di Windsor
L’elemento più innovativo della piattaforma consiste nell’aver riunito virtualmente due collezioni che in origine facevano parte dello stesso corpus documentale prodotto da Leonardo tra gli anni Settanta del Quattrocento e la sua morte, avvenuta nel 1519.
Da una parte ci sono i 1.119 fogli del Codice Atlantico, conservati presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e considerati la più vasta raccolta di scritti leonardiani. Dall’altra i circa 550 fogli custoditi nella Royal Collection di Windsor, comprendenti studi anatomici, paesaggistici, naturalistici e figurativi. Grazie a Leonardotheka, questi materiali possono ora essere consultati insieme all’interno di un unico ambiente digitale accessibile a studiosi e appassionati di tutto il mondo.
Una separazione durata quattro secoli
La divisione dei manoscritti risale agli anni successivi alla morte di Leonardo. Dopo essere stati ereditati dal fedele allievo Francesco Melzi, i documenti finirono nelle mani dello scultore aretino Pompeo Leoni, che decise di smembrare taccuini e fogli sciolti organizzandoli in due grandi raccolte separate.
Leoni destinò i documenti di carattere tecnico e scientifico a un volume che sarebbe poi diventato il Codice Atlantico, mentre raccolse gli studi artistici e figurativi in un secondo album. Nei decenni successivi i due nuclei seguirono percorsi differenti: il primo arrivò alla Biblioteca Ambrosiana, il secondo entrò nella collezione reale inglese. Da allora erano rimasti separati per oltre quattrocento anni.
Ricostruiti cinquanta manoscritti originali
Uno dei risultati più importanti ottenuti grazie al progetto riguarda la ricomposizione di circa 50 manoscritti leonardiani. Attraverso sofisticate analisi digitali, gli studiosi sono riusciti a identificare piccoli frammenti conservati a Windsor che in origine appartenevano a pagine oggi presenti nel Codice Atlantico.
L’operazione ha richiesto lo studio delle dimensioni dei fogli, delle filigrane, della carta utilizzata e degli strumenti di scrittura impiegati da Leonardo. In alcuni casi è stato possibile ricostruire integralmente il contesto originario dei documenti.
Particolarmente significativa la ricomposizione di un foglio che unisce il disegno di un cavallo conservato a Windsor con un appunto relativo al celebre monumento equestre del Regisole di Pavia presente nel Codice Atlantico. Secondo gli studiosi, potrebbe trattarsi del momento in cui Leonardo elaborò il progetto per il monumento dedicato a Francesco Sforza, mai completato.
Strumenti avanzati per studiosi e appassionati
Leonardotheka non si limita a proporre una semplice raccolta di immagini digitalizzate. La piattaforma integra infatti strumenti avanzati che consentono di esplorare i manoscritti attraverso filtri dedicati alle caratteristiche fisiche dei documenti, alle filigrane, alle tecniche di scrittura e ai materiali utilizzati.
Gli utenti possono inoltre consultare trascrizioni, note critiche, bibliografie, collegamenti tra fogli correlati e numerosi approfondimenti realizzati dagli specialisti che hanno partecipato al progetto. L’obiettivo è offrire un ambiente di studio capace di valorizzare l’immenso patrimonio di conoscenze contenuto nelle carte leonardiane.
Un nuovo capitolo negli studi leonardiani
Secondo Paolo Galluzzi, presidente emerito del Museo Galileo e responsabile scientifico del progetto, Leonardotheka rappresenta uno strumento destinato a rivoluzionare gli studi sul Genio di Vinci grazie a possibilità di analisi fino a oggi impensabili. Anche il presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, Michele Ciliberto, ha definito il progetto una svolta destinata ad aprire nuove prospettive di ricerca e interpretazione del Rinascimento europeo.
L’iniziativa assume inoltre un valore simbolico importante in un’epoca segnata dalla crescita dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali. Attraverso Leonardotheka, istituzioni culturali di diversi Paesi hanno scelto di collaborare per rendere accessibile a tutti una delle più straordinarie eredità scientifiche e artistiche della storia, riportando idealmente insieme documenti che il tempo aveva separato per oltre quattro secoli.





