Si accende la polemica intorno al Premio Strega 2026 a seguito delle presunte offese da parte di Michele Mari, nei riguardi della scrittrice Michela Murgia, scomparsa nel 2023. Le dichiarazioni attribuite allo scrittore hanno rapidamente attirato l’attenzione del mondo culturale e dei media, alimentando reazioni contrastanti. La controversia, ha inoltre coinvolto gli organizzatori del premio ad intervenire pubblicamente. Tuttavia, la competizione letteraria prosegue il suo percorso verso la proclamazione del vincitore.
Dal successo alla polemica: le dichiarazioni attribuite a Michele Mari
Michele Mari, scrittore milanese, è tra i finalisti del Premio Strega 2026 con il romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi. L’opera ha già ottenuto un importante riconoscimento con la vittoria della XIII edizione del Premio Strega Giovani 2026. Quello che sembrava essere un percorso di grande successo, tuttavia, è stato improvvisamente investito da una controversia che ha acceso il dibattito nel mondo letterario. Al centro della vicenda vi sono alcune dichiarazioni attribuite allo scrittore milanese durante una conversazione con un’altra finalista, Elena Rui, alla presenza di Teresa Ciabatti, amica della compianta Michela Murgia, scomparsa da qualche anno a seguito di una lunga malattia.
Secondo ricostruzioni indirette, l’episodio sarebbe avvenuto durante uno degli spostamenti del tour del Premio Strega, nel viaggio verso Bisceglie. In quell’occasione, a Mari sarebbero state attribuite alcune frasi riferite a Michela Murgia, descritta come «intransigente e violenta perché brutta», con ulteriori riferimenti sulle donne considerate non attraenti. Parole che hanno suscitato la reazione di Teresa Ciabatti, legata da una profonda amicizia alla scrittrice sarda e rimasta al suo fianco fino agli ultimi momenti della sua vita. Le dichiarazioni attribuite a Mari hanno dato origine a una polemica che, nel giro di poche ore, ha coinvolto media, lettori e, inevitabilmente, gli organizzatori del premio.
La replica dello scrittore e le smentite
A seguito della polemica che ha travolto la sua corsa in gara, lo scrittore si sarebbe prontamente difeso affermando di non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, e che mai si sarebbe permesso di farlo. Successivamente, avrebbe sottolineato il chiarimento avvenuto con Teresa Ciabatti, chiudendo la questione con delle scuse. Il discorso, secondo quanto affermato dallo scrittore milanese, sarebbe nato da un racconto relativo a un episodio del passato di reciproca incomprensione tra lui e la Murgia, che non aveva nessuna intenzione di voler offendere la scrittrice sarda. Tuttavia, nonostante il chiarimento, l’opinione pubblica resta divisa tra chi crede alle parole di Mari, e chi le percepisce in modo differente.
La posizione della Fondazione Bellonci
Sulla vicenda, è inevitabilmente intervenuta la Fondazione Bellonci, che organizza lo storico premio letterario e che, secondo quanto reso noto dall’Ansa, ha dichiarato: “In relazione a quanto riportato dalla stampa circa le dichiarazioni attribuite a Michele Mari, la Fondazione Bellonci ritiene ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega”. Tuttavia, non è prevista nessuna esclusione o ritiro per Michele Mari che continuerà la sua corsa verso la vittoria, poiché l’ipotesi di esentare lo scrittore dalla gara non è contemplata dal regolamento. La Fondazione Bellonci, si augura dunque, che la parola torni ai libri e alla letteratura.
Il Premio Strega: un’istituzione dal 1947
Il Premio Strega prende vita il 17 febbraio 1947 , dalla scrittrice Maria Bellonci e da suo marito Goffredo, grazie al sostegno di Guido Alberti: il nome del premio prende origine dal celebre liquore prodotto dall’azienda di famiglia. Da allora gli Amici della domenica, un gruppo elettorale composto da circa quattrocento membri provenienti da diversi ambiti della cultura italiana, si riuniscono ogni anno per decretare il vincitore attraverso due votazioni successive: la prima a metà giugno e la seconda nella prima settimana di luglio, a Roma. Fin dalla sua istituzione, il Premio Strega si è configurato come un importante indicatore delle tendenze culturali e dei gusti letterari degli italiani. Le opere premiate hanno raccontato il Paese, attraverso le trasformazioni, le tradizioni e la lingua. Ottant’anni in cui le scelte del premio hanno contribuito a guidare i lettori italiani nella comprensione di sé stessi, della propria storia e del presente, attraverso la narrativa contemporanea.





