Si arricchisce di nuovi sviluppi la vicenda delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, e ritrovate domenica sera a Formia. Nelle ultime ore la Procura di Sulmona ha disposto il fermo di tre persone con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso, nell’ambito dell’inchiesta che punta a fare piena luce sull’allontanamento delle ragazze avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 giugno.
Le due adolescenti, Sarah e Alisya, erano sparite dalla struttura che le ospitava e per oltre due settimane hanno tenuto con il fiato sospeso familiari, investigatori e volontari impegnati nelle ricerche.
Chi sono le persone fermate
I provvedimenti hanno riguardato la madre delle due ragazze, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito, e il padre della stessa Dacunto, Marco Dacunto, nonno delle adolescenti.
Secondo quanto emerso, la donna è stata trasferita nel carcere di Teramo, mentre il compagno e il nonno delle giovani si trovano nella casa circondariale di Sulmona.
I tre sono stati interrogati nella notte negli uffici della Procura della Repubblica di Sulmona dal procuratore capo Luciano D’Angelo e successivamente accompagnati in carcere. Entro le prossime 48 ore la Procura dovrà chiedere la convalida dei fermi al giudice competente, mentre gli indagati avranno la possibilità di presentare le proprie difese.
Il ritrovamento a Formia
Le due sorelle sono state rintracciate nella serata di domenica 21 giugno a Formia, in provincia di Latina, al termine di un’operazione coordinata dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila, dai militari di Latina e dai reparti speciali dell’Arma.
Secondo le prime ricostruzioni, le ragazze si trovavano nell’abitazione di una donna anziana, indicata come una lontana parente della madre. L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di riportare le due giovani in sicurezza dopo quindici giorni di apprensione.
Sarah e Alisya sono state trovate in buone condizioni di salute e nelle prossime ore saranno trasferite in una nuova struttura protetta situata nel Lazio.
Le indagini proseguono
Gli investigatori stanno continuando ad approfondire ogni aspetto della vicenda per capire come sia stata organizzata la fuga e verificare se vi siano altre persone coinvolte.
L’inchiesta resta aperta e gli accertamenti proseguono per ricostruire tutti i movimenti delle due ragazze durante i giorni della loro scomparsa e per chiarire eventuali responsabilità di altri soggetti che potrebbero aver contribuito a nasconderle o ad agevolarne l’allontanamento.
La commozione del padre
La notizia del ritrovamento ha provocato una forte emozione nel padre delle due adolescenti, Stefano Di Giacinto, che secondo quanto riferito dall’associazione Penelope avrebbe accusato un malore ed è stato accompagnato in ospedale.
Poco dopo ha affidato ai social un messaggio carico di sollievo e gratitudine: “Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma non ho mai pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero”.
Nel lungo post pubblicato su Facebook, il padre ha ringraziato tutte le persone che gli sono state vicine durante le ricerche, aggiungendo: “Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai. Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”.
L’applauso per le ragazze e i carabinieri
Nel quartiere di Rio Fresco, dove si trova l’abitazione in cui le sorelle sono state individuate, numerosi residenti si sono radunati all’esterno del condominio durante le operazioni delle forze dell’ordine.
Quando le due giovani sono state accompagnate fuori dall’edificio, molte persone hanno accolto la notizia con un lungo applauso, rivolto sia alle ragazze sia ai carabinieri che hanno portato a termine l’operazione che ha messo fine a una delle vicende più seguite delle ultime settimane.





