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Nuove tensioni tra tra Trump e Meloni: scoppia la polemica dopo il G7

Si accende la polemica tra il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la premier Giorgia Meloni a margine del G7. Al centro della questione alcune dichiarazioni diffuse nelle scorse ore, che hanno rapidamente alimentato il dibattito politico e mediatico, trasformando un episodio apparentemente secondario in un caso internazionale. Tra accuse, smentite e repliche, la vicenda ha riacceso i riflettori sul rapporto tra i due leader che continua a far discutere.

‘’Io e l’Italia non imploriamo mai’’

Le rivelazioni sulle nuove tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni, circolate nelle scorse ore, sono emerse nel programma di La7 L’aria che tira, attraverso Daniele Compatangelo. Il corrispondente ha reso nota la sua telefonata con il presidente americano, avvenuta per discutere di temi internazionali. Nel corso del colloquio Trump avrebbe però spostato l’attenzione sulla premier italiana, facendo riferimento al G7 e sostenendo che Meloni avrebbe insistito per una foto insieme, concessa poi per una sorta di pena/dispiacere. Secondo quanto riportato da Compatangelo, ciò che è emerso è frutto di trascrizioni, a seguito di presunti ordini non scritti da parte della Casa Bianca che chiederebbero di non diffondere gli audio originali.

Dichiarazioni che arrivano come un fulmine a ciel sereno, alla luce dell’apparente complicità che sembrava essere tornata tra i due leader proprio durante il G7 di Évian, nei giorni scorsi. Non si è fatta attendere la risposta di Giorgia Meloni, che attraverso i suoi canali social ha dichiarato: ‘’Certe cose meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate, sono francamente allibita. Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”.

Dalla sintonia allo scontro: tensioni crescenti tra i due leader

Sorrisi, incontri, strette di mano e parole di stima: questi gli elementi di un rapporto tra Trump e Meloni che fino a qualche tempo fa non aveva mai mostrato particolari problemi. Oggi, invece, emergono scontri e tensioni che non derivano soltanto dalle ultime dichiarazioni, ma anche da precedenti divergenze su alcune scelte politiche. La guerra tra Stati Uniti e Iran ha cominciato a segnare il primo punto di rottura tra i due leader: da un lato la Casa Bianca ha spinto per un maggiore coinvolgimento degli alleati europei, dall’altro l’Italia ha scelto la strada della prudenza, evitando di concedere l’uso delle basi per operazioni offensive. Non meno rilevante, secondo le ricostruzioni, anche un attacco del presidente americano nei confronti di Papa Leone, definito in alcune occasioni “debole”. Parole che la premier Meloni ha ritenuto inaccettabili.

Le reazioni e le prese di posizione della politica

Non si è fatta attendere, in merito a quanto emerso nelle ultime ore, la presa di posizione dal mondo della politica italiana. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, attraverso i suoi canali social ha comunicato la sua decisione di annullare la visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno, a seguito delle parole offensive del Presidente Trump nei confronti della premier Meloni. Anche Giuseppe Conte, prende posizione su quanto accaduto, affermando: ‘’L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico.

È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza.’’ Parole di sostegno sono arrivate anche dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che si è detto convinto che le dichiarazioni di Trump siano riconducibili a una sorta di vendetta per il fatto che Meloni non si sia piegata alle sue richieste. La Russa ha inoltre ribadito la propria convinzione che la premier non abbia avuto bisogno di supplicare nessuno.