Proseguono in Svizzera i negoziati tra Stati Uniti e Iran, con i primi segnali concreti di apertura dopo mesi di tensioni. Al centro del dialogo ci sono il programma nucleare iraniano, l’allentamento delle sanzioni e la sicurezza nel Golfo Persico. Le parti hanno già istituito gruppi di lavoro dedicati alle questioni tecniche e diplomatiche, mentre emergono i primi dettagli sui risultati raggiunti durante il confronto.
Sbloccati 12 miliardi di dollari di fondi iraniani
Tra gli sviluppi più significativi figura l’intesa sullo sblocco di una parte dei fondi iraniani congelati all’estero. Secondo quanto riferito dal capo negoziatore di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, gli Stati Uniti avrebbero accettato di liberare 12 miliardi di dollari, suddivisi in due tranche da 6 miliardi ciascuna.
La notizia è stata rilanciata da diversi media del Medio Oriente e rappresenterebbe uno dei principali risultati ottenuti nel primo round di colloqui. Parallelamente, Washington avrebbe avviato un alleggerimento delle restrizioni economiche, autorizzando anche la vendita di una quota del petrolio iraniano.
Teheran: “Lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall’Iran”
A far discutere sono state anche le dichiarazioni dello stesso Ghalibaf sul futuro dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico energetico mondiale.
Secondo il negoziatore iraniano, la situazione nell’area non tornerà più a quella precedente al conflitto. Pur garantendo il rispetto delle norme internazionali, Teheran intende assumere un ruolo centrale nella gestione dello stretto.
“Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra”, ha affermato Ghalibaf, sottolineando che sarà l’Iran a esercitare il controllo dell’area strategica.
Pezeshkian: “Gli accordi vanno rispettati”
Anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è intervenuto sul negoziato, ribadendo che il successo dei colloqui dipenderà dall’attuazione concreta degli impegni assunti.
In un messaggio pubblicato sui social, il leader iraniano ha sottolineato che i progressi saranno valutati sulla base del rispetto effettivo degli accordi raggiunti e non attraverso dichiarazioni pubbliche o prese di posizione esterne al testo negoziale.
Pezeshkian ha inoltre affrontato il tema della stabilità regionale durante un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, evidenziando la necessità di inserire anche il Libano nel più ampio processo di pace che coinvolge Washington e Teheran.
Proseguono i negoziati sul nucleare
I colloqui proseguiranno nei prossimi giorni con il lavoro dei gruppi tecnici incaricati di approfondire i dossier più delicati, a partire dal programma nucleare iraniano e dal regime delle sanzioni internazionali.
Nelle ultime ore il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha definito una “pietra miliare” l’apertura dell’Iran al ritorno degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), considerata un passaggio essenziale per arrivare a un nuovo accordo sul nucleare.
Nonostante le profonde divergenze che continuano a separare le due parti, i mediatori coinvolti nei negoziati hanno descritto il clima dei colloqui come costruttivo, lasciando intravedere la possibilità di ulteriori progressi nelle prossime settimane.





