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Attacco hacker a Trenitalia, l’allarme della Polizia Postale: «Attenzione a sms, email e link sospetti»

Dopo l’attacco informatico che ha colpito il sistema di biglietteria di Trenitalia, la principale preoccupazione riguarda ora il possibile utilizzo dei dati sottratti per nuove campagne di truffe online. A lanciare l’allarme èIvano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, in un’intervista rilasciata alCorriere della Sera.

Secondo Gabrielli, il rischio più concreto è che gli autori dell’attacco sfruttino gli indirizzi email e i numeri di telefono acquisiti per mettere in atto sofisticate operazioni di phishing. «Le truffe informatiche sono sempre più mirate e possono essere costruite su misura proprio grazie ai dati personali sottratti», spiega il dirigente della Polizia Postale.

L’invito rivolto agli utenti è quello di prestare particolare attenzione ai messaggi ricevuti nei prossimi giorni. Email, sms o notifiche apparentemente riconducibili a Trenitalia potrebbero in realtà nascondere tentativi di furto di credenziali o di informazioni personali attraverso link fraudolenti.

Le stime parlano di centinaia di migliaia di clienti potenzialmente coinvolti nella violazione dei dati. Gabrielli sottolinea tuttavia un elemento rassicurante: le informazioni relative a carte di credito e bancomat non sarebbero state compromesse, poiché i sistemi di pagamento utilizzano infrastrutture separate rispetto a quelle interessate dall’attacco.

Per quanto riguarda la sicurezza della piattaforma, il direttore della Polizia Postale spiega che il sistema è stato rapidamente messo in sicurezza dopo la scoperta della violazione. All’intervento degli specialisti della Polizia Postale si è affiancato quello dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che ha supervisionato le operazioni di ripristino.

Le indagini proseguono per ricostruire la dinamica dell’intrusione informatica e individuare i responsabili. Secondo Gabrielli, non si tratterebbe di un attacco finalizzato a bloccare i sistemi attraverso richieste di riscatto, ma di un’azione condotta da criminali informatici interessati soprattutto al valore economico dei dati personali.

«L’obiettivo è impossessarsi di grandi quantità di informazioni da rivendere sul dark web», osserva il dirigente, ricordando che esiste un vero e proprio mercato clandestino nel quale database contenenti indirizzi email, numeri di telefono e altri dati personali vengono acquistati e rivenduti. Più le informazioni sono recenti, maggiore è il loro valore.

Una volta diffuse nella rete criminale, inoltre, queste informazioni possono continuare a circolare per lungo tempo. Per questo Gabrielli invita tutti coloro che ritengono di essere stati coinvolti nella violazione a mantenere alta l’attenzione anche nei mesi successivi. «Nessuno di noi è completamente al sicuro», avverte, ricordando che episodi di questo tipo possono riguardare non solo società di trasporto, ma anche alberghi, portali di prenotazione e piattaforme digitali.

Il consiglio degli esperti è semplice: diffidare di comunicazioni inattese che invitano a cliccare su link, inserire password o fornire dati personali e verificare sempre l’autenticità del mittente prima di compiere qualsiasi operazione online.