Proseguono senza sosta le ricerche di Shahadat Hossain, il quarantatreenne di origine bangladese ritenuto il principale sospettato della strage avvenuta venerdì sera nel quartiere Casalotti, alla periferia ovest di Roma. L’uomo è ricercato dalla polizia dopo il triplice omicidio di una famiglia e il ferimento del figlio ventenne della coppia, unico sopravvissuto all’aggressione.
Per rintracciarlo sono stati intensificati i controlli in numerose zone della Capitale e nei comuni limitrofi. Le verifiche interessano anche aeroporti, stazioni ferroviarie e caselli autostradali, mentre gli investigatori stanno passando al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le numerose segnalazioni arrivate dopo la diffusione della fotografia del ricercato. Finora, tuttavia, nessuna si è rivelata decisiva.
Le vittime sono Kamal Uddin, 40 anni, la moglie Jahan Hosne Momotaj, di 38, e la figlia Arowa, di appena otto anni. Il figlio maggiore della coppia, Amir Hossain Ayan, 20 anni, è rimasto gravemente ferito ed è ricoverato al Policlinico Gemelli, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.
Durante i rilievi nell’appartamento di via Montiglio gli investigatori hanno sequestrato una mannaia, ritenuta la possibile arma del delitto. All’interno dell’abitazione e nelle parti comuni del palazzo sono state inoltre trovate tracce di sangue e impronte che potrebbero rivelarsi utili per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Hossain conosceva la famiglia. I quattro provenivano dalla stessa zona del Bangladesh e avrebbero mantenuto rapporti anche dopo il trasferimento in Italia. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di un movente legato a un interesse ossessivo dell’uomo nei confronti della donna, circostanza sulla quale sono in corso ulteriori accertamenti.
Diverse testimonianze raccolte dagli investigatori descrivono infatti un comportamento insistente da parte del sospettato. Alcuni conoscenti avrebbero riferito che il marito della vittima aveva manifestato preoccupazione per gli atteggiamenti del connazionale, mentre altri residenti del quartiere parlano di episodi di molestie già avvenuti in passato.
La ricostruzione investigativa ipotizza che il presunto aggressore si sia recato nell’abitazione quando il capofamiglia era assente. La donna e la bambina sarebbero state uccise per prime; il marito sarebbe stato aggredito al suo rientro insieme al figlio, rimasto gravemente ferito nel tentativo di difendere i familiari.
Le ricerche proseguono con il supporto di unità cinofile, droni e pattuglie impegnate a perlustrare sia il quartiere di Casalotti sia altre aree della Capitale e della provincia. Nel frattempo sono state eseguite numerose perquisizioni per verificare l’eventuale esistenza di una rete di appoggi che possa aver favorito la fuga del ricercato.






