Dopo ore di fortissima tensione militare nel Golfo Persico, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un’intesa per sospendere gli attacchi reciproci e riaprire il dialogo. Secondo quanto riferito da un funzionario americano ad Axios, le due parti si incontreranno martedì a Doha, in Qatar, nel tentativo di consolidare il cessate il fuoco e scongiurare una nuova escalation nella regione. La decisione arriva dopo gli attacchi dei Pasdaran contro basi americane nel Golfo e le minacce incrociate che avevano fatto temere un allargamento del conflitto.
Il dialogo riparte da Hormuz, ma restano tensioni sul Libano
Parallelamente, Teheran ha annunciato che a Muscat, in Oman, si è svolto il primo incontro del Comitato congiunto incaricato di discutere la futura gestione dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del traffico energetico mondiale. Lo ha reso noto il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, spiegando che il confronto si è concentrato sull’applicazione del memorandum d’intesa raggiunto nelle scorse settimane e sui diritti sovrani degli Stati che si affacciano sullo Stretto.
Nonostante la ripresa del dialogo tra Washington e Teheran, la situazione resta però molto delicata sul fronte libanese. Hezbollah ha accusato Israele di aver violato il cessate il fuoco con nuovi raid nel sud del Libano, affermando di riservarsi il diritto di “difendere la patria e il proprio popolo”. Anche il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha preso posizione contro l’accordo quadro siglato tra Stati Uniti, Israele e Libano, sostenendo che il testo, così come formulato, non garantirebbe gli interessi del Paese.
Diplomazia al lavoro per evitare una nuova crisi regionale
L’incontro previsto a Doha rappresenta ora il principale tentativo diplomatico per consolidare la tregua raggiunta dopo giorni di scontri e scongiurare un nuovo confronto militare diretto tra Stati Uniti e Iran. Sul tavolo ci saranno la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, il rispetto degli accordi sul cessate il fuoco e le prospettive di stabilizzazione dell’intera area.
Resta però alta l’attenzione della comunità internazionale. Le tensioni tra Israele e Hezbollah, unite alle divisioni interne al Libano sull’accordo proposto dagli Stati Uniti, mantengono infatti il Medio Oriente in una situazione di estrema fragilità, nella quale anche un singolo incidente potrebbe riaccendere il conflitto su scala regionale.






