La Lega guarda alle prossime elezioni con l’obiettivo di confermare l’attuale coalizione di centrodestra, ma senza Roberto Vannacci. Dal palco di NexUS, la manifestazione organizzata da Lega Giovani a Milano Marittima, Matteo Salvini ha chiarito che, allo stato attuale, il generale non rientra nei piani del partito.
«Alle prossime politiche arriveremo con questa alleanza, ma con Vannacci oggi evidentemente no», ha dichiarato il vicepremier, ricordando come l’eurodeputato abbia votato contro la fiducia al Governo e contro il Piano Casa. «Se oggi considera la Lega un progetto fallito, è difficile immaginare che cambi idea tra un anno», ha aggiunto, sottolineando di non tollerare «la mancanza di serietà».
Il leader del Carroccio ha parlato anche del rapporto personale con Vannacci, spiegando di provare soprattutto «una delusione umana più che politica». «Gli abbiamo aperto le porte di casa, affidandogli la nostra storia e il nostro simbolo. Vederlo rinnegare tutto nel giro di poche settimane è stato motivo di amarezza», ha osservato, prima di liquidare ogni ipotesi di riavvicinamento con una battuta: «Non lo sento più. Mi freghi una volta, ma non mi freghi la seconda».
Salvini ha poi ribadito che la Lega non teme eventuali scelte autonome del generale. «Farà ciò che riterrà opportuno. Noi non abbiamo alcuna ansia da prestazione», ha detto, aggiungendo di preferire «le giornate della Lega Giovani, con ragazze e ragazzi amici, fratelli e autonomisti», piuttosto che iniziative in cui «ci si saluta tra camerati».
Guardando alle prossime elezioni, il segretario del Carroccio ha confermato la propria disponibilità a guidare ancora la campagna elettorale, salvo imprevisti. «Se la salute me lo consentirà, ci sarò», ha affermato, ricordando però che la forza della Lega resta il lavoro di squadra. «Servono i capitani, ma senza una squadra motivata non si va lontano. Mi aspetto che governatori, sindaci e amministratori siano al mio fianco per vincere».
Quanto al suo futuro alla guida del partito, Salvini ha ricordato che il congresso gli ha affidato un nuovo mandato quadriennale. «Sono partito da militante e resterò un militante anche quando non sarò più segretario. Per ora continuo con entusiasmo, poi arriverà il momento di passare il testimone».
Infine, il vicepremier ha lasciato aperta la porta a un possibile ritorno al Ministero dell’Interno dopo le prossime elezioni. «Mi piacerebbe tornare al Viminale», ha ammesso, precisando però che ogni decisione spetterà agli elettori e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Per qualsiasi incarico riterrà utile affidarmi, troverà sempre in me un collaboratore leale». Sulla possibilità di candidarsi a sindaco di Milano, invece, ha preferito rinviare: «Lasciatemi dare ancora una mano all’Italia, da Nord a Sud, per qualche anno».






