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Draghi o Merkel per parlare con Putin: la mossa segreta dell’Europa

L’Unione Europea starebbe valutando un nome di alto profilo per riaprire un canale di dialogo con Vladimir Putin. Secondo quanto rivelato dal Financial Times, tra i leader europei sono in corso colloqui informali per individuare una figura autorevole che possa rappresentare la posizione dell’Ue in eventuali negoziati con il presidente russo. Tra i nomi emersi ci sarebbero quelli di Mario Draghi e dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel.

La discussione arriva in una fase molto delicata sul piano geopolitico. Dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, i rapporti diplomatici tra Bruxelles e Mosca si sono quasi completamente interrotti. Ora però, anche alla luce delle difficoltà degli Stati Uniti su altri fronti internazionali come il Medio Oriente e lo Stretto di Hormuz, in Europa cresce l’idea che sia necessario riaprire almeno un canale politico con il Cremlino.

I colloqui tra i ministri europei

Secondo il Financial Times, il tema verrà affrontato la prossima settimana durante l’incontro dei ministri degli Esteri europei previsto a Cipro.
L’obiettivo sarebbe quello di aggiornare la strategia dell’Unione Europea nei confronti della Russia e valutare chi potrebbe assumere un ruolo di mediazione in caso di futuri negoziati.

Le interlocuzioni sarebbero ancora informali e nessuna decisione definitiva sarebbe stata presa, ma il presidente del Consiglio europeo António Costa avrebbe già confermato che Bruxelles si sta preparando all’eventualità di futuri colloqui con Putin.

Il nome di Draghi

Tra i profili considerati più autorevoli c’è quello di Mario Draghi, indicato da diverse fonti diplomatiche come una figura rispettata a livello internazionale e ascoltata dai governi europei.
Secondo quanto riferito dal Financial Times, anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vedrebbe positivamente un profilo “come Draghi” per rappresentare l’Europa nei colloqui con Mosca.

L’ex presidente della Bce gode di grande credibilità internazionale dopo il ruolo avuto nella gestione della crisi dell’euro e negli ultimi anni ha più volte criticato la debolezza geopolitica dell’Europa.
Tuttavia Draghi potrebbe scontare le posizioni molto dure assunte nei confronti della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, quando da presidente del Consiglio italiano sostenne apertamente le sanzioni contro Mosca e il sostegno a Kyiv.

Spunta anche Angela Merkel

Tra le alternative valutate dai leader europei ci sarebbe anche Angela Merkel, storica cancelliera tedesca che per anni ha mantenuto un rapporto diretto con Putin. Secondo alcune fonti diplomatiche, Merkel potrebbe rappresentare una figura utile proprio per la sua lunga esperienza nei rapporti con il Cremlino e per la conoscenza della lingua russa.

Durante i suoi governi furono costruiti i gasdotti Nord Stream che rafforzarono la dipendenza energetica tedesca dal gas russo. Negli anni successivi all’invasione dell’Ucraina, l’ex cancelliera ha sempre difeso la scelta di aver tentato il dialogo con Mosca fino all’ultimo.

Le altre ipotesi europee

Nel dibattito europeo sarebbero emersi anche i nomi del presidente finlandese Alexander Stubb e del suo predecessore Sauli Niinistö. Ma proprio la scelta della Finlandia di entrare nella Nato nel 2023 potrebbe rappresentare un ostacolo nei rapporti con Mosca.

Secondo il Financial Times, Putin avrebbe fatto sapere di essere disposto a parlare con un rappresentante europeo purché non si tratti di una figura che abbia espresso posizioni apertamente ostili verso la Russia. Per questo motivo sarebbe già stata esclusa l’ipotesi dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, considerato troppo vicino al Cremlino sia dai leader europei sia dall’Ucraina.