È nel pomeriggio di sabato 16 maggio, in via Emilia Centro, in provincia di Modena, che Salim El Koudri, 31enne, con la sua utilitaria ha investito decine di persone. Tra queste ci sono passanti gravemente feriti che ad oggi lottano tra la vita e la morte; alcuni hanno subito l’amputazione di entrambe le gambe. La più grave è una donna di 55 anni, rimasta schiacciata tra la vetrina di un negozio e la macchina. “Andava a cento all’ora, poi abbiamo visto le persone volare” è il racconto di alcuni testimoni sotto shock. Subito dopo l’impatto contro una vetrina, El Koudri è sceso dall’auto armato di coltello e avrebbe tentato di accoltellare un passante che stava cercando in tutti i modi di bloccarlo.
Si tratta di Luca Signorelli, definito come ‘’eroe’’, l’uomo che ha inseguito il ragazzo e ha contribuito a catturarlo insieme ad altri passanti. Non resta che sperare che in questo atroce gesto non rimangano vittime. L’uomo è stato sottoposto a fermo con l’accusa di strage e lesioni aggravate dall’uso dell’arma. Non è stato trovato sotto effetto di alcol o droghe: il movente del gesto sarebbe attribuito a disturbi psicologici. Domani è prevista la convalida dell’accusa.
Salim El Koudri: chi è il 31enne artefice della vicenda
Salim El Koudri, di origine bergamasca, vive a Ravarino con la sua famiglia di origine marocchina. La sua vita, all’apparenza tranquilla, lo descrive come un laureato in economia attualmente disoccupato. Non aveva molta vita sociale ed era sempre chiuso in sé stesso. È un ragazzo che si è sempre sentito fortemente emarginato, con un passato di fragilità psicologiche, tanto da essere stato attenzionato per disturbi psichiatrici. Sembra infatti che, per episodi di schizofrenia, tra il 2022 e il 2024 abbia frequentato un centro di salute mentale, che poi ha lasciato. Fino a due anni fa è stato seguito da esperti per disturbi della personalità e alterazioni psichiche e probabilmente faceva uso di psicofarmaci.
La procura di Modena sta comunque indagando se il gesto sia dovuto a elementi di radicalizzazione islamista, ma al momento sembra che l’origine sia riconducibile ai suoi disturbi mentali. Il ragazzo covava odio per essersi sentito bullizzato e, secondo gli investigatori, aveva un forte rancore verso la società: si sentiva fortemente emarginato, complice anche la difficoltà nel trovare lavoro, difficoltà che attribuiva all’essere straniero. In queste ore la Digos ha perquisito il suo appartamento, sequestrando telefoni, computer e l’arma del delitto. Gli uomini dell’antiterrorismo stanno analizzando i contenuti online per verificare se i suoi profili siano stati davvero bloccati dai gestori delle piattaforme. Nel primo interrogatorio a Modena si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il ragazzo risulta confuso e spaventato.
La solidarietà dello Stato
In queste ore lo Stato ha espresso la propria vicinanza ai passanti rimasti feriti e alle loro famiglie. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla Premier Giorgia Meloni, ha visitato gli ospedali di Baggiovara a Modena e l’Ospedale Maggiore di Bologna per portare solidarietà e sostegno. Hanno inoltre ringraziato le forze dell’ordine e i cittadini intervenuti, oltre al personale medico-sanitario per l’importante lavoro che svolgono ogni giorno. Nelle scorse ore, a Modena, si è tenuto anche un vertice in prefettura con il capo della Polizia e il ministro dell’Interno Piantedosi, il quale ha ribadito l’insanità mentale che avrebbe spinto il ragazzo a commettere quanto accaduto.
La città di Modena unita in un abbraccio contro la violenza
Modena è sotto shock, ma non si rassegna. Ieri circa cinquemila persone hanno accolto l’appello del sindaco Massimo Mezzetti scendendo in Piazza Grande per mostrare unità e solidarietà, con un messaggio di pace in risposta all’odio e alla violenza che ha colpito la città. presenti in piazza numerosi rappresentanti degli enti del territorio, tra cui diversi sindaci, assessori regionali e provinciali, oltre a tutta la Giunta modenese. Sul palco erano presenti il sindaco Mezzetti, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale e il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia. “Ritenevo giusto che in momenti come questi la comunità, la nostra comunità modenese, si potesse ritrovare in quella che è la sua piazza, la piazza centrale della città, un significato importante e particolare. Ritrovarsi insieme perché le paure si combattono se siamo uniti, insieme.” Queste sono alcune delle parole del sindaco della città, che ha tenuto un lungo discorso esprimendo vicinanza totale a Modena per quanto accaduto.





