A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco è entrato in una fase completamente nuova. La Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, oggi unico indagato nell’inchiesta bis, mentre sul fronte parallelo cresce la possibilità di una revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, detenuto dal 2015 per l’omicidio della fidanzata. Le ultime settimane hanno portato alla luce nuove consulenze, intercettazioni, testimonianze e accertamenti investigativi che stanno ridisegnando il quadro processuale di uno dei casi più discussi della cronaca italiana.
Perché la Procura punta oggi su Andrea Sempio
Andrea Sempio, amico storico di Marco Poggi, fratello della vittima, è stato raggiunto il 7 maggio 2026 dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per i magistrati pavesi sarebbe lui il responsabile materiale dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. La nuova ipotesi accusatoria sostiene che il delitto sarebbe maturato dopo un presunto rifiuto di natura sentimentale o sessuale da parte di Chiara Poggi.
Secondo la Procura, Sempio avrebbe colpito la ragazza almeno dodici volte con un oggetto contundente, probabilmente un martello. Nel fascicolo vengono contestate anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. Gli investigatori ritengono inoltre che Sempio frequentasse abitualmente la casa della famiglia Poggi e che potesse avere accesso al computer della vittima e ad alcuni contenuti privati presenti nel pc, compresi video intimi registrati da Chiara e Alberto Stasi.
Tra gli elementi considerati rilevanti ci sono anche nuove intercettazioni ambientali e annotazioni personali sequestrate durante le indagini. In particolare ha fatto discutere una frase captata durante una conversazione in auto, nella quale Sempio dice: “Quando sono andato io il sangue c’era”. La difesa sostiene però che il riferimento riguardasse semplicemente le ricostruzioni processuali legate alle dichiarazioni di Stasi.
Le gemelle Cappa, Marco Poggi e il tema dei video privati
Nelle ultime settimane sono stati sentiti anche Marco Poggi e le cugine della vittima, Paola e Stefania Cappa, già ascoltate subito dopo il delitto nel 2007. Gli investigatori stanno rivalutando alcune dichiarazioni rese all’epoca e considerate oggi potenzialmente compatibili con il nuovo scenario accusatorio.
Particolare attenzione è stata data a una frase pronunciata da Paola Cappa due giorni dopo l’omicidio, quando ipotizzò che Chiara potesse aver respinto le avances di qualcuno. Secondo la Procura, quel riferimento potrebbe essere coerente con il nuovo movente ipotizzato nei confronti di Sempio.
Marco Poggi è stato invece risentito anche sul tema dei video presenti nel computer della sorella e sui file che Chiara avrebbe custodito con password. Gli investigatori stanno cercando di capire se quei contenuti possano essere stati visualizzati o copiati da altre persone che frequentavano la casa.
Perché oggi si parla di revisione per Alberto Stasi
La nuova inchiesta ha inevitabilmente riaperto anche il capitolo giudiziario di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. La Procura di Pavia, nei nuovi atti investigativi, mette in discussione diversi passaggi che avevano portato alla sua condanna, parlando di ricostruzioni contraddittorie e di una possibile “suggestione investigativa” sviluppatasi nel corso dei processi precedenti.
I magistrati pavesi sarebbero pronti a trasmettere gli atti alla Procura generale di Milano affinché venga valutata formalmente una richiesta di revisione del processo. Senza una revisione della sentenza definitiva contro Stasi, infatti, non potrebbe aprirsi un nuovo dibattimento sullo stesso omicidio con un diverso imputato.
L’avvocata di Stasi, Giada Bocellari, ha già dichiarato che la difesa sta valutando ogni possibile iniziativa, compresa una richiesta di sospensione della pena. Alberto Stasi, che continua a proclamarsi innocente, avrebbe accolto con forte emozione gli sviluppi delle ultime settimane.
La posizione della famiglia Poggi
La famiglia di Chiara Poggi continua però a sostenere la validità della sentenza definitiva contro Alberto Stasi e guarda con forte diffidenza alla nuova inchiesta su Andrea Sempio. I legali dei familiari della vittima hanno contestato diversi aspetti delle nuove indagini, parlando di attività investigative “condizionate” e criticando anche alcune intercettazioni effettuate negli ultimi mesi.
Secondo la famiglia Poggi, non esisterebbero elementi sufficienti per riscrivere la verità giudiziaria raggiunta nei precedenti processi. È proprio questo scontro tra due ricostruzioni completamente opposte a rendere oggi il caso Garlasco uno dei più delicati e divisivi della cronaca giudiziaria italiana.
Cosa succede adesso
Con la chiusura delle indagini si apre ora la fase della discovery. I legali di Andrea Sempio potranno esaminare integralmente il fascicolo investigativo prima della richiesta formale di rinvio a giudizio. Finora Sempio ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, ma potrebbe chiedere di essere interrogato nelle prossime settimane dopo aver analizzato tutti gli atti dell’inchiesta.
Parallelamente prosegue il lavoro delle difese sul fronte della revisione del processo Stasi. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il nuovo impianto accusatorio costruito dalla Procura di Pavia riuscirà davvero a cambiare il destino giudiziario di uno dei casi più controversi degli ultimi vent’anni.





