L’omicidio di Ilaria Sula, avvenuto nel marzo del 2025, torna al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica con la richiesta dell’ergastolo, formulata dalla Procura di Roma, nei confronti dell’ex fidanzato Mark Antony Samson. A presentarla, nell’aula bunker di Rebibbia, è stato il procuratore aggiunto di Roma Giuseppe Cascini, nel corso del processo per l’omicidio della giovane studentessa. Un caso che riaccende il dibattito sul tema dei femminicidi in Italia e sulla crescente necessità di contrastare la violenza contro le donne.
La ricostruzione dell’accusa
Nel corso dell’intervento dell’accusa sono stati ricostruiti i vari passaggi della tragedia. Durante l’udienza, il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini ha sostenuto che Samson avrebbe attirato Ilaria in una sorta di agguato all’interno della sua abitazione in via Homs, nel quartiere Africano di Roma. La giovane sarebbe stata prima colpita con pugni e poi accoltellata con tre fendenti al collo. Il magistrato ha inoltre affermato che l’imputato avrebbe agito senza alcuna pietà: sia durante l’aggressione sia dopo il delitto. Ha infatti sottolineato come, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe trattato il corpo della ragazza “come un rifiuto”: prima nascosto in una valigia e poi abbandonato in un dirupo nella zona di Capranica Prenestina, denigrandola così, anche successivamente alla sua morte.
Cascini ha infine richiamato l’attenzione sul comportamento tenuto da Samson dopo l’omicidio, ricordando che il giovane sarebbe andato a mangiare una piadina subito dopo i fatti. Per i magistrati, gli elementi raccolti delineano un quadro indiziario ritenuto “grave e consistente”. Mark Samson è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dall’occultamento di cadavere.
Mark Antony Samson: il profilo dell’imputato
Il giovane ventitreenne di origini filippine presenta, secondo il Pubblico Ministero Maria Perna, il profilo di un soggetto abituato a mentire fino in fondo. Sarebbero infatti numerose le falsità raccontate da Samson, anche riguardo alla propria vita privata e universitaria. Il ragazzo avrebbe più volte sostenuto di aver superato alcuni esami, circostanza che, secondo quanto emerso, non corrisponderebbe al vero.
Per l’accusa, Samson avrebbe inoltre mostrato un atteggiamento manipolatorio, esercitando un controllo ossessivo e morboso nei confronti dell’ex fidanzata. Avrebbe avuto un forte controllo sulla vita personale e sulle relazioni della giovane, come dimostrerebbe anche il possesso delle password dei social di Ilaria. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo l’omicidio il giovane avrebbe inoltre utilizzato il telefono della ragazza per inviare messaggi e conversare con altre persone, facendo credere che la studentessa fosse ancora viva e si fosse allontanata volontariamente.
Flamur e Gezime Sula: il dolore dei genitori di Ilaria
Presenti nell’aula bunker di Roma anche il padre e la madre della giovane studentessa. “Il vero ergastolo lo abbiamo noi […]”. Queste le parole di Flamur, che insieme alla moglie ha ascoltato la richiesta dell’ergastolo per l’uomo che ha ucciso la loro figlia. “[…] Lui ancora vive, respira, mangia, beve, invece mia figlia è un anno e qualcosa che ha chiuso gli occhi per sempre”, aggiunge. Parole lucide ma cariche di un dolore profondo, difficile da spiegare. I genitori descrivono Mark come un calcolatore, tuttavia una persona della quale Ilaria si fidava molto, sottolineando come, secondo loro, la giovane non sia stata rispettata dal ragazzo che amava.
Il dramma dei femminicidi in Italia: una realtà dolorosa
Il femminicidio è un tipo di omicidio in cui la vittima è una donna, colpita spesso per motivi legati alla discriminazione o a una cultura patriarcale. Nella maggior parte dei casi non si tratta di un gesto improvviso, ma dell’ultimo episodio di una lunga serie di violenze fisiche, psicologiche, sessuali o economiche subite dalla vittima. Questi delitti avvengono soprattutto in ambito familiare o sentimentale, spesso per mano del partner o dell’ex partner. In Italia, secondo i dati del Ministero dell’Interno relativi al 2025, sono stati registrati 286 omicidi, di cui 97 vittime donne: 85 uccise in contesti familiari o affettivi e 62 proprio dal partner o ex partner. In Italia sono state introdotte diverse leggi per contrastare il femminicidio e la violenza contro le donne. Tra le più importanti c’è la legge sul “Codice Rosso”, approvata nel 2019, nata con l’obiettivo di ridurre il numero di casi di violenza e garantire interventi più rapidi a tutela delle donne che denunciano alle autorità competenti.





