In uscita il 24 settembre 2025 con Santelli Editore, “Mario Draghi. La speranza non è una strategia”, una biografia fuori dagli schemi: si tratta di un viaggio narrativo e documentato alla scoperta dell’uomo che ha segnato la storia economica e politica dell’Europa.
In un anno segnato da profonde riflessioni sul futuro dell’Italia e del vecchio continente, arriva in libreria un volume destinato a far parlare di sé. Si intitola“Mario Draghi. La speranza non è una strategia”(Santelli Editore, 440 pagine) ed è firmato dalla giornalistaCristina La Bella. Un’opera che si distingue nel panorama delle biografie politiche per taglio, impostazione e ambizione: non un semplice racconto cronologico della carriera dell’ex presidente del Consiglio, ma una vera e propriaindagine narrativa sull’uomo dietro l’icona. La data da segnare in agenda è il24 settembre 2025, ma il libro ègià disponibile per il pre-ordine sul sito dell’editore.

Il 24 settembre esce “Mario Draghi. La speranza non è una strategia”
Il progetto nasce nell’estate del 2021, nel pieno del governo Draghi. L’autrice, che aveva già scritto di lui per testate nazionali, decide di affrontare un’impresa complessa:raccontare la figura più elusiva della politica italiana contemporaneasenza cadere nell’agiografia. Per farlo, sceglie la via più difficile e più sincera: la prospettiva. Ecco perché la biografia si apre con una riflessione sull’etica del raccontare, sul confine sottile tra cronaca e costruzione del mito. L’intento è chiaro:mostrare il potere nei suoi dettagli, nei suoi gesti, nelle sue ombre. Come spiega Cristina La Bella, «mi incuriosiva comprendere perché è stato chiamato, più volte, a ‘salvare’ qualcosa: la Banca d’Italia, l’euro, il nostro Paese».
Il volume è strutturato in 40 capitoli
Il volume è strutturato in40 capitoli, ciascuno introdotto da una frase di Draghi, a comporre un mosaico che parte dall’infanzia e arriva fino agli anni di Palazzo Chigi. La perdita precoce dei genitori, gli studi con Federico Caffè, il MIT, la Goldman Sachs, la BCE e infine il ruolo da premier chiamato a gestire la pandemia e la crisi ucraina. Ma accanto agli snodi noti, c’èuna narrazione nuova, che scava nellescelte silenziose, nei compromessi, nella solitudine del comando. Non manca l’ironia, né una certa leggerezza tagliente.

Una riflessione sul potere e sull’Europa
Mario Draghi. La speranza non è una strategiaè anche un atto d’amore verso l’Europa. Non in senso retorico, ma come visione del mondo, come ricerca di coerenza e competenza. Il libro invita il lettore a riflettere suche cosa significa davvero guidare un Paese, quali sono i limiti del “governo dei migliori”, e quanto conti ancora la responsabilità individuale nella politica. Nel corso della narrazione emergonoi paradossi della leadership moderna: Draghi è stato osannato e demonizzato, idolatrato e poi abbandonato. La Bella non si sottrae alla complessità, anzi: la abbraccia, mettendo in discussione facili narrazioni e scegliendo di offrire «un po’ di prospettiva… fresca, chiara e ben condita», come chiede Anton Ego nel capolavoro disney-pixarRatatouille. Il riferimento c’è nel libro, incredibile, direte voi, ma è così. E i rimandi al cinema, all’arte, alla letteratura sono tantissimi.
“Mario Draghi. La speranza non è una strategia”: un libro che mancava
Pensato per chi vuoleandare oltre le semplificazioni giornalistiche, questo libro non è solo per appassionati di politica. È un testo che parla a chiunque vogliacapire meglio il potere e le sue conseguenze, e lo fa conlinguaggio accessibile ma rigoroso. Con un’impostazione originale, una solida base documentaria e una voce ben riconoscibile,Mario Draghi. La speranza non è una strategiasi candida ad essereuna delle letture imprescindibili dell’autunno 2025. Il libro è già disponibile per il pre-ordine (santellieditore.it/product/mario-draghi-la-speranza-non-e-una-strategia).





