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Caso Garlasco, il padre di Andrea Sempio rompe il silenzio

Nuove dichiarazioni riaccendono il dibattito sul delitto di Garlasco. Il padre dell’unico indagato difende il figlio in tv, mentre prosegue lo scontro giudiziario e mediatico attorno al caso.

Nel caso del delitto di Garlasco torna a parlare la famiglia di Andrea Sempio. A intervenire stavolta è il padre Giuseppe, che in un’intervista al Tg1 difende apertamente il figlio e ribadisce la sua innocenza.

“Andrea non ha ucciso Chiara Poggi”, afferma con decisione, sostenendo che il figlio il giorno dell’omicidio si trovasse a casa insieme a lui. “Noi siamo forti su questo”, aggiunge, definendo quanto accaduto negli ultimi mesi “una vigliaccata”, senza però indicare chi ritenga responsabile della nuova ondata di accuse e sospetti. Sempio, oggi trentottenne e unico indagato nella nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, continua dunque a respingere ogni coinvolgimento nella vicenda.

L’autodifesa di Andrea Sempio in televisione

Già nei giorni scorsi era stato lo stesso Andrea Sempio a esporsi pubblicamente, scegliendo la trasmissione Quarto Grado per ribadire la propria versione. “Nessuno può dire che io abbia ucciso Chiara perché non è successo”, aveva spiegato nel corso dell’intervista, negando anche qualsiasi ossessione o interesse morboso nei confronti della ragazza.

Sempio aveva inoltre contestato alcune ricostruzioni emerse nelle ultime settimane, sostenendo che si sia cercato a tutti i costi un possibile movente. Sul materiale riemerso dalle vecchie conversazioni online e sui messaggi finiti al centro dell’attenzione mediatica, ha precisato che eventuali spiegazioni arriveranno “quando sarà il momento”, sottolineando però che oggi esistono aspetti ben più rilevanti dell’inchiesta da chiarire. Nel corso dell’intervista televisiva ha parlato anche del rapporto con Marco Poggi e con la famiglia della vittima, spiegando che l’idea che possano nutrire dubbi su di lui sarebbe per lui “dolorosa”, ma di non credere che ciò sia realmente accaduto, nonostante la pressione mediatica crescente attorno al caso.

Un caso che continua a dividere l’opinione pubblica

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, il caso continua a occupare il centro del dibattito pubblico italiano. Tra nuove piste investigative, interviste televisive, fughe di notizie e scontri tra legali, la vicenda resta sospesa tra processo mediatico e ricerca giudiziaria della verità. E mentre la pressione dell’opinione pubblica torna a crescere, le famiglie coinvolte provano ancora una volta a difendersi da un’esposizione che, dopo tanti anni, continua a travolgere vite private e memoria pubblica.