«Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo». Donald Trump sceglie parole nette, quasi trionfali, in una breve telefonata concessa al Corriere della Sera. Una dichiarazione che arriva in un momento delicatissimo, mentre il conflitto con l’Iran si intreccia con le tensioni diplomatiche con gli alleati europei. Il presidente americano non mostra esitazioni. Anzi, rilancia. Secondo lui, ciò che sta accadendo è qualcosa che «nessuno ha mai visto» e destinato a risolversi in tempi rapidi. Un messaggio che punta a trasmettere controllo e fiducia, ma che si scontra con un contesto internazionale molto più incerto.
Il nodo Hormuz: Europa prudente, Washington tira dritto
La telefonata arriva il giorno dopo una decisione che ha irritato la Casa Bianca. Diversi Paesi europei, Italia compresa, hanno scelto di non inviare navi militari per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei punti più sensibili per il traffico energetico globale. Una scelta che segna una distanza evidente tra Washington e i suoi alleati. E che mette in discussione, almeno in questa fase, la compattezza del fronte occidentale. Trump, però, minimizza. Non cerca sponde, non abbassa i toni. La sua linea è chiara: gli Stati Uniti possono farcela da soli.
“Non abbiamo bisogno di nessuno”: la linea della Casa Bianca
Già nelle ore precedenti, il presidente aveva espresso delusione per l’atteggiamento dei partner Nato. Aveva ricordato come gli Stati Uniti abbiano sostenuto l’Alleanza per decenni, aspettandosi ora una risposta più convinta. Eppure, nella stessa frase, aveva tracciato un’altra direzione: gli Stati Uniti restano “il Paese più forte del mondo” e non hanno bisogno dell’appoggio di altri. È una posizione che riflette una visione precisa della politica estera americana: autonomia strategica, anche a costo di incrinare i rapporti con gli alleati storici.
Una giornata diplomatica (con l’Irlanda) e un briefing sul conflitto
Mentre sul piano militare e politico si alzano i toni, la giornata di Trump alla Casa Bianca resta fitta di appuntamenti istituzionali. Il presidente incontrerà il premier irlandese Micheál Martin in occasione delle celebrazioni di San Patrizio, un evento tradizionalmente simbolico ma anche occasione di confronto politico. Parallelamente, l’inviato speciale per l’Iran, Steve Witkoff, è atteso al Congresso per riferire sull’andamento del conflitto davanti a un gruppo bipartisan di senatori. Segno che, oltre alla comunicazione pubblica, si muove anche il livello più tecnico e riservato della gestione della crisi.
Il precedente: le parole su Meloni e il rapporto con l’Italia
Non è la prima volta che Trump sceglie il Corriere della Sera per veicolare messaggi. Già il 7 marzo, in un’altra telefonata, aveva espresso parole molto positive nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In quell’occasione, il presidente americano aveva dichiarato di “amare l’Italia” e di considerare Meloni “una grande leader”, sottolineando come sia “un’ottima leader” e anche “una mia amica”. Parole che arrivavano in un momento particolarmente delicato, poco prima del rientro negli Stati Uniti delle salme di sei soldati americani uccisi in un attacco attribuito all’Iran in Kuwait.
Un passaggio che aveva rafforzato il legame politico tra Washington e Roma, almeno sul piano delle dichiarazioni.
Tra comunicazione e realtà: il divario che resta
Il tono utilizzato da Trump nella telefonata è quello di chi vuole trasmettere sicurezza e controllo. “Stiamo stravincendo”, insiste. Ma al di là della comunicazione, il quadro resta complesso. Da un lato, una guerra che rischia di allargarsi e di incidere pesantemente sugli equilibri globali. Dall’altro, una comunità internazionale divisa, con l’Europa che mostra cautela e gli Stati Uniti che rivendicano autonomia. È in questo spazio che si gioca la partita più delicata: quella tra narrazione politica e realtà dei fatti. Perché se la linea della Casa Bianca è chiara, lo è meno il punto di arrivo. E mentre Trump parla di vittoria, il resto del mondo (alleati compresi) sembra ancora chiedersi a quale prezzo.





