Press "Enter" to skip to content

Schlein attacca il governo su Iran e giustizia: “Guerra illegale”

Una linea netta, senza sfumature. Elly Schlein interviene sul conflitto in Medio Oriente e sulla politica interna chiedendo al governo di chiarire da che parte sta, mentre rilancia le priorità del Partito democratico tra lavoro, welfare e diritti. Dall’intervista al Tg1 emerge una posizione che tiene insieme politica estera ed economia: no al coinvolgimento diretto dell’Italia nella guerra e sì a misure immediate per alleggerire il peso dei rincari sui cittadini.

“Guerra illegale”: il nodo del coinvolgimento italiano

La segretaria dem non usa giri di parole. Definisce il conflitto in corso una “guerra illegale”, sottolineando come le conseguenze siano già visibili anche in Italia, soprattutto sul fronte dei costi energetici. Secondo Schlein, l’impatto economico è concreto: ogni giorno gli italiani pagherebbero un aumento significativo per il carburante, mentre lo Stato incasserebbe maggiori entrate fiscali legate all’aumento dei prezzi. Da qui la proposta: utilizzare queste risorse per ridurre le accise, restituendo almeno in parte quanto pagato in più da famiglie e imprese.

“Niente basi, niente navi”: la richiesta al governo

Il punto più politico riguarda però il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale. Schlein chiede all’esecutivo una presa di posizione chiara e immediata. L’obiettivo è evitare qualsiasi coinvolgimento diretto nel conflitto. In particolare, invita il governo a escludere esplicitamente: l’utilizzo delle basi italiane per operazioni militari e l’invio di navi nello Stretto di Hormuz. Secondo la leader del Pd, queste scelte sarebbero fondamentali per evitare che il Paese venga trascinato in una guerra che non ha deciso. Allo stesso tempo, sollecita una pressione diplomatica verso Stati Uniti e Israele, chiedendo di fermare l’escalation.

Economia e diritti: la piattaforma del centrosinistra

Accanto alla politica estera, Schlein riporta al centro i temi interni. In vista delle prossime sfide politiche, ribadisce che il centrosinistra intende costruire un’alternativa fondata su alcune priorità chiare. Tra queste:

  • salario minimo, per contrastare la diffusione dei bassi stipendi
  • congedo parentale paritario, con cinque mesi retribuiti al 100% per entrambi i genitori
  • rafforzamento della sanità pubblica, con più risorse per ridurre le liste d’attesa e assumere personale

Una piattaforma che punta a spostare il dibattito su lavoro, welfare e servizi.

Referendum giustizia: “Spero vinca il no”

Sul fronte della giustizia, la posizione del Pd è altrettanto chiara. Schlein si schiera contro la riforma oggetto del referendum, dichiarando apertamente: “Spero che vinca il no”. Secondo la segretaria dem, il testo in discussione presenta criticità rilevanti e rischia di indebolire le garanzie per i cittadini. Pur riconoscendo la necessità di migliorare il sistema giudiziario, avverte che interventi sbagliati potrebbero compromettere l’equilibrio tra poteri, in particolare mettendo a rischio l’autonomia della magistratura.