La scomparsa di Domenico, il bambino di due anni e mezzo di Nola al centro di una complessa vicenda sanitaria, ha scosso l’opinione pubblica e acceso il dibattito politico. Il cordoglio è arrivato ai massimi livelli istituzionali, mentre si moltiplicano le richieste di chiarimento su quanto accaduto.
Il messaggio della premier
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affidato ai social parole di vicinanza alla famiglia. «L’Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato», ha scritto la premier, esprimendo «il più sincero abbraccio» alla madre Patrizia, al padre Antonio e ai loro cari. Meloni ha inoltre assicurato che «le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda», ribadendo la volontà di accertare ogni responsabilità.
Il cordoglio del ministro della Salute
Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha manifestato la propria vicinanza alla famiglia. «Non ci sono parole che possano consolare di fronte a una così grave perdita», ha dichiarato, parlando di una tragedia che ha colpito l’intero Paese. Schillaci ha espresso «vicinanza umana e istituzionale» ai genitori e, a nome del Servizio sanitario nazionale, ha rivolto un pensiero di «affetto, rispetto e sincera partecipazione» in un momento di dolore così profondo.
Le polemiche politiche
Accanto al cordoglio, si è aperto anche il fronte politico. La capogruppo di Italia Viva al Senato, Raffaella Paita, ha parlato di «un caso di malasanità vergognoso» che, a suo giudizio, non può restare senza conseguenze. Paita ha chiesto che il ministro della Salute riferisca in Parlamento per chiarire nel dettaglio i contorni della vicenda e le eventuali responsabilità.
L’intervento dei medici
Sulla tragedia è intervenuto anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). Anelli ha espresso apprezzamento per la «dignità» dimostrata dai genitori, ribadendo la vicinanza dell’Ordine dei medici. Allo stesso tempo ha ricordato che «la medicina non è infallibile» e che l’errore, purtroppo, può far parte dell’agire umano. Un richiamo alla complessità della pratica clinica, senza sottrarsi alla necessità di fare chiarezza.
L’inchiesta e le responsabilità
L’apertura di un’indagine era, secondo Anelli, un passaggio inevitabile. Ora sarà la magistratura a verificare quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità. Mentre il dolore della famiglia resta al centro, il caso entra così in una nuova fase: quella degli accertamenti giudiziari, con l’obiettivo dichiarato di fare piena luce su una tragedia che ha profondamente colpito il Paese.





