I giornali di oggi dedicano pagine e pagine al caso Sangiuliano. Ed era facile prevederlo dopo l’intervista al Tg1 in cui il ministro della Cultura ha ammesso di aver avuto una relazione di tipo «affettivo» con Maria Rosaria Boccia e ha ribadito di non aver speso un solo euro pubblico per la donna. Un polverone che spaventa la premier Meloni (a cui Sangiuliano ha chiesto scusa pubblicamente ieri sera), la quale ha iniziato a domandare (e a domandarsi): «Ho fatto bene a tenerlo al suo posto?». Un interrogativo che la presidente del consiglio sussurra ai dirigenti più fidati, che poi però spifferano tutto ai media.
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Caso Sangiuliano: Meloni teme un’inchiesta, monta la rabbia di Salvini
La premier aveva deciso di ricevere il ministro Sangiuliano a Palazzo Chigi nella serata di martedì 3 settembre. Come riferisce «Repubblica», Giorgia Meloni lo aveva sottoposto ad una lunga anticamera, per poi scegliere di riconfermarlo. Nessuno al momento sa però se si tratti di una situazione definitiva o temporanea. «Non mi faccio buttare fuori un ministro dai giornali di sinistra e da Dagospia», avrebbe detto la presidente del consiglio, giustificando la sua scelta. Parole però che Meloni avrebbe pronunciato prima dei post notturni su Instagram della dottoressa Maria Rosaria Boccia, dell’enorme bufera mediatica che ha travolto Sangiuliano. Da qui l’idea di suggerire al ministro di raccontare la sua verità in un’intervista. L’uomo accetta, opta per il Tg1 ed è il direttore Gian Marco Chiocci a fare le domande. La chiacchierata però in più punti prende una strana piega, Sangiuliano ad un tratto arriva a piangere. Ed è davanti a quelle immagini che Giorgia Meloni torna preda di mille dubbi. La domanda torna dirompente nella sua testa: «Ho fatto bene a tenerlo al suo posto?».
I dubbi della premier “Ho fatto bene a tenerlo al suo posto?”
La possibilità di ritrovarsi con un nuovo ministro indagato spaventa Palazzo Chigi. Meloni teme un’inchiesta. È evidente, palese nello stesso discorso che lei ha rivolto ai suoi: «Stiamo facendo la storia, e dobbiamo esserne tutti consapevoli. E questo non prevede né pause né soste, ma tanto meno può consentire errori e passi falsi. Non ci viene perdonato nulla e nulla ci verrà perdonato. Siamo sempre stati i giudici più implacabili di noi stessi, e dobbiamo continuare ad esserlo, l’occasione storica che ci hanno dato i cittadini non merita di essere sprecata per un errore, una distrazione o una sbavatura. Non possiamo permetterci di prestare il fianco». Ma c’è di più, l’affaire Sangiuliano avrebbe mandato su tutte le furie anche Salvini, che è stato tirato in ballo dal ministro su “La Stampa”: «Cosa credete che facesse Salvini con la Isoardi? E poi con la Verdini, anche prima di stabilizzare la loro relazione?». Lo stesso Gennaro Sangiuliano si è visto poi costretto a correggere il tiro: «Non era certamente mia intenzione attaccare l’onorevole Salvini, di cui ho massima considerazione e i cui comportamenti da sempre per me sono irreprensibili».
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