«I giornali possono scrivere quello che vogliono, anche quelli che non c’erano quando parlavo, ma non scrivere quello che non ho detto. Quanto letto oggi su alcuni quotidiani nazionali mi lascia basita. Ricostruzioni fantasiose di mie dichiarazioni che non hanno niente a che fare con me». Interviene a gamba tesa la ministra del Turismo Daniela Santanchè per cercare di correggere il tiro, dopo le sue dichiarazioni in risposta a chi, anche in FdI, si aspettava le dimissioni dopo il rinvio a giudizio sul caso Visibilia. «È evidente che il pregiudizio di certa stampa non si ferma davanti a niente pur di creare una notizia alle spese della sottoscritta. Fortunatamente sono in possesso di una registrazione che dimostra quale sia la verità. Non ho mai detto “chissenefrega” del partito ma “chissenefrega” di chi mi critica. Sono una donna di partito ed è evidente che se il mio presidente del consiglio mi chiedesse di dimettermi io non avrei dubbi», ha rimarcato la Santanché.
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Santanchè: “Io donna di partito, se Meloni me lo chiedesse lascerei”
Da Gedda, in Arabia saudita, dove Daniela Santanchè era anche salita a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, la ministra aveva rilasciato dichiarazioni piuttosto forti: «Un pezzo del partito mi vuole fuori? Chissenefrega! Pazienza. Ho pochi amici, ma ho sempre contato solo su me stessa». E ancora: «Meloni dice che ci può essere impatto sul mio lavoro? Magari l’impatto sul mio lavoro lo valuto io! Non mi dimetto, vado avanti, il mio ministero ha già portato avanti tutto il programma di governo». Virgolettati riportati da tanti giornali italiani, tra cui «Il Corriere della Sera». La ministra del Turismo, lo ricordiamo, è indagata per falso in bilancio e per truffa ai danni dell’Inps. In entrambi i casi le accuse riguardano il gruppo Visibilia. Nei giorni scorsi nonostante le proteste delle opposizioni la Santanchè aveva assicurato che non avrebbe fatto nessun passo indietro, almeno per quanto riguarda il caso Visibilia per il quale è arrivato il rinvio a giudizio: “Se penso di dare dimissioni? Non l’ho mai detto e non ci ho mai pensato. Se chiedessi su cosa è il rinvio a giudizio credo che nessuno saprebbe rispondermi. Un reato molto valutativo che si basa su perizie tecniche dove peraltro io voglio difendermi nel processo. Quindi su questa cosa qua non ho mai detto a nessuno che avrei pensato di dimettermi”.

Nei giorni scorsi aveva detto di non essere disposta ad alcun patteggiamento
Non erano state soltanto quelle le sue uniche parole. La ministra del turismo aveva chiarito anche di non essere disposta ad alcun patteggiamento: “Su questa questione del falso in bilancio non c’è nessuna indicazione politica e io sono certa che sarò assolta per cui sono assolutamente tranquilla. Capisco che c’è un attacco, non so neanche come chiamarlo, un accanimento su questa questione. Capisco che non ha temi l’opposizione perché non ha niente da dire, ma nessuno mi fa saltare i nervi. Sono assolutamente tranquilla, confidente nei magistrati. Ci si difende nei processi non ci si difende sui giornali, e non patteggerò mai. Vado sino in fondo”.




