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Ucraina-Russia, perché lo spettro di una 3° guerra mondiale è reale

Guerra Ucraina Russia, ultime notizie. Tra Mosca e Occidente è braccio di ferro sui carri armati chiesti a gran voce da Zelensky per fermare l’attacco di Vladimir Putin. Vinte le riserve, la Germania ha deciso di acconsentire all’invio dei Leopard all’Ucraina, annunciando che Berlino è pronta ad autorizzare la Polonia a fornire i tanto desiderati tank tedeschi a Kiev. Una decisione che ha innescato un’immediata replica di Mosca: “La fornitura di armi offensive a Kiev porterebbe a un disastro globale”. Lo speaker della Duma Viacheslav Volodin parla di durissime ritorsioni della Russia per il sostegno militare occidentale all’Ucraina, specie se dovesse concretizzarsi con l’invio dei tank.

“I Paesi europei che contribuiscono direttamente o indirettamente a inondare l’Ucraina di armi, ne sono responsabili, e a pagare per questo pseudo-sostegno sarà il popolo ucraino”, ha asserito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Interfax, rispondendo ad una domanda sulla possibile fornitura di carri armati tedeschi Leopard attraverso Paesi terzi, come la Polonia. Non meno duro l’intervento di oggi del ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, in conferenza stampa dal Sudafrica: “La guerra della Russia con l’Occidente non è più ibrida, ma quasi reale”.

“Il mondo si avvicina al rischio della Terza Guerra Mondiale di fronte ai preparativi di aggressione contro la Russia”, queste le parole del vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, citato dalla Tass. “L’operazione speciale che si sta compiendo” in Ucraina “è stata una misura forzata ed estrema, una risposta alla preparazione dell’aggressione da parte degli Stati Uniti d’America e dei suoi satelliti. È ovvio che il mondo si è avvicinato alla minaccia di una terza guerra mondiale per quello che è successo”, ha evidenziato Medvedev.

“Le armi inviate dai Paesi occidentali al regime di Kiev saranno sbriciolate dalle forze armate della Federazione Russa”, ha affermato il vice ministro degli Esteri russo, Sergeij Ryabkov, citato dalla Tass. “Gli oppositori della Russia continuano ad alzare la posta in gioco, ma, come affermato con assoluta fermezza e fiducia da parte nostra più di una volta: gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno comunque raggiunti e tutto questo equipaggiamento militare che sta arrivando in Ucraina da varie fonti e in un flusso crescente, sarà letteralmente sbriciolato”, ha aggiunto il vice ministro.

La pace purtroppo sempre più lontana. “Al momento non ci sono le condizioni per questi negoziati, né de facto né de iure. Ascoltiamo le dichiarazioni di Kiev, conosciamo la giustificazione legale dell’impossibilità dei negoziati da parte del regime ucraino. Pertanto, possiamo de facto riconoscere una cosa: non ci sono condizioni perché ci siano tali negoziati”, ha detto sempre il portavoce del Cremlino, Dmitriy Peskov. Intanto i ministri degli Esteri dell’Ue hanno trovato l’accordo per il via libera alla settima tranche da 500 milioni di euro di aiuti militari per l’Ucraina. A quanto si apprende, l’Ungheria ha fatto cadere il veto che aveva annunciato contro il pacchetto di sostegno militare.