Le tensioni nel governo non si fermano. Dopo la sconfitta della riforma della giustizia al referendum, la maggioranza continua a essere attraversata da scosse politiche.Nel pomeriggio è arrivata la svolta: Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo, chiudendo una giornata ad alta tensione all’interno dell’esecutivo. La decisione arriva dopo ore di indiscrezioni, pressioni politiche e prese di posizione pubbliche. A pesare, soprattutto, la richiesta esplicita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva invitato la ministra a fare un passo indietro.
Il clima nella maggioranza dopo il referendum
La sconfitta referendaria ha avuto effetti immediati sugli equilibri del governo.Le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi avevano già segnato un primo punto di rottura. Nel giro di poche ore, l’attenzione si è spostata sul caso Santanchè. La ministra del Turismo era già al centro delle polemiche politiche e la richiesta pubblica della premier ha accelerato il confronto interno alla maggioranza.
Nel frattempo, l’opposizione aveva già depositato la mozione di sfiducia, calendarizzata per la discussione in Parlamento nei giorni successivi.
L’indiscrezione di Porro e la svolta
Nel tardo pomeriggio, il giornalista Nicola Porro ha anticipato la decisione, spiegando chela ministra sarebbe stata pronta a dimettersi entro la serata, accogliendo la richiesta arrivata da Palazzo Chigi. Secondo quanto riportato, Santanchè sarebbe rimasta irritata per il contesto politico in cui maturava la richiesta, ritenendo di essere chiamata a pagare una sconfitta non direttamente legata al suo operato. Nonostante questo, avrebbe deciso di fare un passo indietro per evitare ulteriori tensioni. Poco dopo è arrivata la conferma ufficiale: Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo.
Tajani prende le distanze
Nel frattempo, anche all’interno della maggioranza sono emerse prese di posizione significative. Il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha commentato la vicenda con parole nette:“Se la presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, devi farlo”. Una dichiarazione che segna una presa di distanza politica e che arriva mentre Forza Italia ribadisce il principio del garantismo. Tajani ha infatti ricordato che“si è colpevoli dopo il terzo grado di giudizio”, ma ha poi sottolineato che la richiesta di dimissioni non proveniva dal suo partito.
Il vicepremier ha precisato:“Non ho chiesto io le dimissioni, le ha chieste la presidente del Consiglio a un suo ministro del suo partito”, chiarendo così la posizione degli alleati.
Una giornata di forte tensione politica
La giornata si è quindi trasformata in un passaggio politico delicato per l’esecutivo. Le dimissioni di Santanchè arrivano infatti in un contesto già segnato da polemiche e pressioni. La decisione evita il confronto immediato sulla mozione di sfiducia e riduce, almeno temporaneamente, le tensioni interne alla maggioranza. Tuttavia, il clima resta incerto.
Un governo sotto pressione
Le dimissioni della ministra del Turismo rappresentano un nuovo capitolo nella fase difficile che attraversa il governo dopo il referendum sulla giustizia. Le opposizioni parlano apertamente di crisi politica, mentre nella maggioranza emergono differenze e prese di posizione sempre più esplicite. Il passo indietro di Santanchè chiude una giornata complessa, ma non spegne le tensioni.Il dopo-referendum continua a produrre effetti politici, e l’equilibrio della maggioranza resta sotto osservazione.





