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Conte attacca Giorgia Meloni: “Meno propaganda”

Giuseppe Conte torna ad attaccare la premier Giorgia Meloni. Il leader del Movimento 5 stelle su Twitter punta il dito contro la presidente del consiglio, colpevole a suo dire di fare propaganda e di essere lontana dai bisogni della gente. L’avvocato apre il messaggio con l’espressione eloquente “Giorgia nel paese delle meraviglie”, poi la sciabolata sul calo del reddito delle famiglie in Italia.

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Conte attacca Giorgia Meloni: “Meno propaganda”

“Giorgia Meloni è rientrata dalle vacanze estive euforica, raccontandoci che va tutto bene e l’Italia macina record. Deve aver fatto ottime vacanze: in una masseria incantata!”, tuona Giuseppe Conte. Il leader del M5s insiste: “L’Italia è ultima nel G7 per spesa in sanità, la cassa integrazione corre e Eurostat certifica che è in calo il reddito reale delle famiglie: peggio di noi fa solo la Grecia, mentre vola la Germania. Le famiglie arrancano anche per curarsi o per comprare i libri per i propri ragazzi e questo Governo che fa? Non un euro di tasse sugli ingenti extraprofitti delle banche legati alla crisi, che potremmo destinare invece alle famiglie in difficoltà. No al salario minimo legale che alzerebbe lo stipendio a circa 4 milioni di lavoratrici e lavoratori, a 4 giovani su 10”. Infine l’affondo: “Meno propaganda, più realtà per migliorare la vita delle persone”.

Conte: “Se noi vogliamo mandare a casa Meloni, dobbiamo costruire un progetto credibile”

Qualche giorno fa sempre Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista a “Fanpage” in cui spiegava il desiderio di migliorare il Paese e far cadere l’attuale esecutivo, ma senza scendere a patti con Matteo Renzi: “Se noi vogliamo mandare a casa Meloni dobbiamo costruire un progetto credibile con una coalizione che rispetti gli obiettivi. Se noi vogliamo combattere la precarietà con chi ha costruito il Jobs act è un po’ difficile che si possa essere credibile. Con chi non ha voluto associarsi alla battaglia sul salario minimo è poco credibile costruire un progetto politico serio. Come possiamo essere credibili se ci associamo con chi ha utilizzato le istituzioni per costruire una rete di contaminazioni e di affari? La comunità del Movimento 5 Stelle non lo comprenderebbe mai”. Sempre rispondendo ad una domanda sul campo largo, il leader pentastellato ha detto: “Fino a ieri avevamo un Renzi che ha lavorato con Meloni, ha votato con il centrodestra. Ora vuole essere protagonista di un progetto anti-Meloni, ma così non si va lontani. Non si è credibili. Basta che gli amici del Pd si informino per capire Renzi. La sua capacità demolitoria è assolutamente più forte di quella costruttiva”.

“Con Renzi non è una questione personale”

“Con Renzi non è una questione personale. Ma un’intera comunità, la mia, e anche elettori di Avs e Pd non lo ritengono affidabile e credibile. Ma non per antipatia, ma per quello che ha fatto, per l’inaffidabilità che ha dimostrato, per la spregiudicatezza, per il fatto che va a prendere soldi dagli arabi. La mia comunità è nata per contrastare questo modo di fare politica ed è questo che la mia comunità non accetta. Renzi porta l’uno o il due per cento, e ci porta via il quadruplo o il quintuplo dei voti. E giustamente”, aveva detto con fermezza Conte.