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Adieu Monsieur Delon, il più bello del mondo

Adieu Monsieur Delon, Adieu Alain Delon. Ci lascia il bellissimo per antonomasia, quello su cui abbiamo fantasticato tutte almeno una volta e che ha suscitato invidia in parecchi. Tanto da rendere d’uso comune l’espressione “Mica ti crederai, Alain Delon!”. Eh, sì, bellezza sfrontata, sfacciata, a tratti imbarazzante addirittura. Quel viso d’angelo difficile da dimenticare, quel sorriso beffardo di chi sa di spuntarla sempre e comunque. Ha ragione Alberto Barbera, direttore del settore Cinema della Biennale di Venezia, che poco fa in una nota ha scritto: “Alain Delon è riuscito là dove la maggior parte dei suoi colleghi falliscono: essere considerato l’uomo più bello del mondo e al contempo un attore straordinario. Se ha abbandonato oggi le sue spoglie mortali, è per ascendere all’Olimpo degli Immortali di cui ci ricorderemo per sempre”.

Adieu Monsieur Alain Delon

Adieu Monsieur Delon, divo inquieto dagli occhi di ghiaccio

L’annuncio della morte del divo inquieto dagli occhi di ghiaccio è arrivato nelle prime ore di questa mattina. A darlo i tre figli Alain Fabien, Anouchka, Anthony, all’agenzia di stampa francese France Presse. A piangerne la scomparsa anche il suo fedele Loubo, presenza essenziale per Delon. Tra quanti potevano disturbare la sua quiete c’erano infatti i suoi cani. «Non li ama, li adora. Amore e bisogno, bisogno e passione, non lo sappiamo più», scriveva già nel 1980 Jean Cau, giornalista e amico dell’attore. Non a caso lo stesso Delon aveva confidato: «La parola che mi ha fatto più piacere? Un ragazzo una volta ha detto: ‘Mi piacerebbe essere un cane in casa di Delon…’. Se parli di me senza parlare di cani, ti perdi qualcosa di essenziale». Altro punto a suo favore, verrebbe da dire. Si può avere in antipatia un uomo che si mostra attento agli animali? Alain Delon si è spento pacificamente ad 88 anni a Douchy, a 120 km da Parigi, nella sua tenuta immersa nella foresta del Loiret, dove ora sfilano centinaia di persone per lasciare una rosa o un semplice biglietto. Tutto per rendere omaggio a quel vicino di casa così diverso dagli altri. “Non lo vedevamo da due anni, ma per il paese è sempre stato un personaggio notevole. Prima lo si incontrava nei negozi, nei ristoranti, ma ognuno ha sempre mantenuto la propria privacy”, le parole di Abel Martin, sindaco di questa cittadina di appena 1.371 abitanti.

Adieu Monsieur Alain Delon

Morto Alain Delon, mostro sacro del cinema

Un mostro sacro del cinema francese e non solo: col suo fascino magnetico e l’eleganza innata Alain Delon ha incantato i più grandi registi, da René Clément a Luchino Visconti, passando per Jean-Pierre Melville. Negli anni ha interpretato il malinconico protagonista di Rocco e i suoi fratelli (1960), l’ambizioso principe Tancredi ne Il Gattopardo (1963), il gangster Rogert Startet in Il clan dei siciliani (1969), il supplente Daniele Dominici in La prima notte di quiete (1972) e l’affascinante Zorro nell’omonimo film di Duccio Tessari del 1975. E ancora lo scrittore fallito Jean-Paul del film del 1968 La piscina diretto da Jacques Deray, che lo portò a recitare al fianco di Romy Schneider, con cui ha vissuto una tormentata storia d’amore agli inizi della carriera.

Adieu Monsieur Alain Delon

La lettera destinata al suo caro pubblico

E il giorno dopo aver ricevuto la Palma d’Oro onoraria nel 2019 in una lettera affidata all’AFP, un’agenzia di stampa francese, Alain Delon, consapevole di aver avuto una vita piena, ma forse prigioniero di quella stessa bellezza che è stata la sua immensa fortuna, aveva voluto ringraziare il suo affezionato pubblico: «Mentre il mio viaggio volge al termine, voglio dirvi questo: ho conosciuto così tante passioni, così tanti amori, così tanti successi e insuccessi, così tante polemiche, così tanti dispetti, così tante vicende torbide, così tanti ricordi, così tanti appuntamenti mancati e incontri improvvisati, così tanti alti e bassi, che quando le onorificenze non saranno più che vani e lontani ricordi, ci sarà solo una cosa che brillerà per la sua costanza e la sua longevità: voi, solo voi. A voi che mi avete reso ciò che sono e che mi renderete ciò che sarò, dovevo dirlo: grazie, grazie, grazie».

Adieu Monsieur Alain Delon

Unico, inimitabile, inarrivabile: morto Alain Delon

E oggi siamo noi a dire «grazie» a lui per averci fatto sognare, per averci fatto dono di interpretazioni straordinarie. Un’icona, un gigante, una star che lascia dietro di sé una scia indelebile di immagini: il ballo da favola con Angelica (Claudia Cardinale) nel capolavoro di Visconti; i baci appassionati con Vittoria (Monica Vitti) ne L’eclisse di Antonioni; i primi piani del cinico protagonista di Delitto in pieno sole di Clement, che lo consacrò come l’uomo più bello del mondo. Pleonastico potrebbe sembrare, e forse lo è, ma l’abbiamo detto Alain Delon non era uno dei tanti. Era unico, inarrivabile. Adieu, monsieur.

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