Addio al coreografo e regista televisivo e teatrale Gino Landi. Aveva 89 anni. Il decesso è avvenuto stamattina, martedì 17 gennaio 2023, nella sua casa a Roma. La sua collaboratrice Cristina Arrò ha spiegato che l’artista da tempo aveva problemi di salute. Scoperto da Erminio Macario, Landi, al secolo Luigi Gregori, era nato a Milano il 2 agosto del 1933. Ha lavorato con i più grandi intellettuali, registi, sceneggiatori italiani: da Nino Rota ad Ennio Flaiano, passando per Federico Fellini.
Gino Landi è stato avviato allo studio della danza dai suoi genitori, entrambi artisti di varietà. Ha cominciato a muoverei i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerino, passando poi alla coreografia. La svolta con Bulli e pupe con l’attore e comico Fanfulla. A lui si devono le regie televisive di alcune edizioni del Festival di Sanremo, del Festivalbar e di numerosi spettacoli teatrali in collaborazione con il duo Garinei e Giovannini, come Rugantino o Vacanze romane.

Gino Landi ha curato la regia e la coreografia di molte operette al Festival dell’Operetta che organizzava il Teatro Verdi di Trieste, ma anche di opere liriche come Les contes d’Hoffmann di Offenbach, La Rondine di Puccini e Il mondo della Luna di Paisiello. Nel 2011 aveva curato la regia e la coreografia del musical Secrets of the Sea per le musiche di Renato Serio e la sceneggiatura di Luca Gregori.

Come dicevamo, Gino Landi ha lavorato con grandi registi, come Federico Fellini. I due si sono conosciuti sul set del film “Roma” nel 1972: “Mi fu presentato dal suo costumista Danilo Donati, con il quale collaboravo in televisione”, raccontò Landi in un’intervista di qualche tempo fa. I due si intendevano alla perfezione: “Mi spiegava le sue idee mentre facevamo delle lunghe passeggiate a Cinecittà”. Landi ha collaborato anche con Elio Petri, Luigi Zampa, Paolo e Vittorio Taviani, Sergio Leone, Paul Mazurskj, Nanni Moretti, mostri sacri del nostro cinema.
Tra i primi a rendere omaggio a Gino Landi sui social oggi l’amico Gianluca Guidi: “Ti ho conosciuto quando ero bambino. Poi ho avuto la fortuna di lavorare con te.. e tanto ho imparato! Eri il più bravo di tutti! Ciao Gino!”.





