C’è chi stava preparando il caffè, chi ancora dormiva, chi aveva appena aperto gli occhi guardando fuori dalla finestra le montagne imbiancate. Poi, per un attimo, quella quiete tipica dell’alta quota si è incrinata: una vibrazione breve, secca, quasi impercettibile. Abbastanza, però, da essere registrata dagli strumenti e ricordare che anche sotto le Alpi la terra non smette mai di muoversi.
Il terremoto delle 7:28
La mattina del 12 gennaio 2026, alle 7:28, una scossa di magnitudo 3.4 ha interessato l’area di La Thuile, in Valle d’Aosta. L’epicentro è stato individuato a circa due chilometri a nord-ovest del centro abitato, in prossimità del confine con la Francia. L’ipocentro si trovava a 9 chilometri di profondità, un valore compatibile con la sismicità alpina.
Una zona montana che limita l’impatto
Il territorio coinvolto è caratterizzato da rilievi impervi e bassa densità abitativa. A La Thuile vivono meno di 800 persone, sparse su un’area ampia, con una densità tra le più basse della regione. Questo ha ridotto sia la percezione della scossa sia i potenziali effetti su persone e strutture. Dal punto di vista tecnico, l’evento rientra nei parametri attesi: l’accelerazione del suolo (PGA) pari a 0,16g non ha superato soglie considerate critiche. Nessun danno è stato segnalato a edifici, strade o infrastrutture e i servizi essenziali hanno continuato a funzionare regolarmente.
Il sisma notturno prima dell’alba
Non è stato un episodio isolato. Nella stessa area, poche ore prima, i sismografi avevano già registrato un’altra scossa, avvenuta poco dopo le 3 di notte, di magnitudo 2.7. In quel caso alcuni residenti hanno riferito lievi tremori, avvertiti soprattutto nel silenzio notturno. Anche qui ha giocato un ruolo importante la qualità del patrimonio edilizio, composto in larga parte da costruzioni recenti, realizzate in muratura e cemento armato, pensate per resistere alle sollecitazioni tipiche dell’ambiente alpino, dal carico della neve alle variazioni termiche, fino ai movimenti tellurici moderati.
La sismicità alpina sotto osservazione
La Valle d’Aosta non è tra le regioni italiane più esposte a forti terremoti, ma presenta una sismicità costante e di bassa-media intensità, legata ai movimenti della catena alpina e agli assestamenti della crosta terrestre lungo la linea di contatto tra Italia, Francia e Svizzera. Scosse di magnitudo simile vengono registrate periodicamente e, nella maggior parte dei casi, non producono conseguenze rilevanti. Rappresentano però dati preziosi per il monitoraggio geologico e per la comprensione dell’evoluzione del territorio.
Un segnale che invita alla prudenza
Il terremoto di La Thuile non è stato un evento allarmante, ma resta un richiamo alla consapevolezza. Anche nelle aree considerate più tranquille, la terra continua a muoversi, spesso senza farsi notare. È proprio questa normalità apparente che rende fondamentale la prevenzione, la qualità delle costruzioni e l’attenzione costante a ciò che accade sotto i nostri piedi.




