Un uomo armato è stato ucciso nelle prime ore del mattino dopo aver violato il perimetro di sicurezza di Mar-a-Lago, la residenza di Donald Trump in Florida. A confermare l’episodio è stato su X Anthony Guglielmi, responsabile della comunicazione del Secret Service.
Secondo quanto riferito dalle autorità, il giovane, descritto come un ventenne, si sarebbe avvicinato al cancello nord della proprietà di Palm Beach impugnando quello che appariva come un fucile da caccia e portando con sé una tanica di carburante. Intorno all’1.30 di notte, dopo essere stato individuato dagli agenti, è stato colpito durante l’intervento delle forze dell’ordine. Al momento dell’accaduto, Trump non si trovava in Florida. I media statunitensi riferiscono che il presidente stava partecipando a una cena con i governatori a Washington e avrebbe trascorso la notte nella capitale.
La dinamica
In una prima ricostruzione fornita dallo sceriffo della contea di Palm Beach, all’uomo sarebbe stato ordinato di gettare a terra l’equipaggiamento. Avrebbe effettivamente lasciato la tanica di benzina, ma subito dopo avrebbe sollevato il fucile in posizione di tiro. A quel punto, due agenti del Secret Service e un vice sceriffo hanno aperto il fuoco. Il sospetto è morto sul posto. Le autorità precisano che nessun agente è rimasto ferito. L’identità dell’uomo non è stata ancora resa pubblica, in attesa che vengano informati i familiari.
Indagini in corso
L’episodio è ora al centro di un’indagine congiunta condotta da FBI, Secret Service e ufficio dello sceriffo locale. Gli investigatori stanno cercando di chiarire il passato del giovane, le sue azioni e l’eventuale movente. L’FBI ha invitato i residenti della zona a controllare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza per fornire eventuali elementi utili. Gli agenti coinvolti nell’uso delle armi da fuoco saranno collocati in aspettativa amministrativa, come previsto dalle procedure interne, fino al completamento degli accertamenti.
La Casa Bianca: “Neutralizzata una minaccia”
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha parlato di intervento “rapido e deciso” contro “una persona armata che si era introdotta nella proprietà del presidente”. Nella stessa dichiarazione ha sottolineato l’impegno continuo delle forze federali per garantire la sicurezza del Paese, inserendo l’episodio anche nel contesto dello scontro politico in corso sul finanziamento del Dipartimento per la Sicurezza Interna. Secondo quanto riportato dalla CNN, il ventenne sarebbe originario della North Carolina. La madre ne aveva denunciato la scomparsa il giorno precedente. Le autorità stanno ora ricostruendo gli spostamenti del giovane nelle ore precedenti all’incursione.
Un precedente recente
Non è la prima volta che la sicurezza attorno a Mar-a-Lago viene messa alla prova. Nell’estate del 2024, poche settimane dopo il tentato attentato a Trump durante un comizio in Pennsylvania, un uomo armato era stato individuato nei pressi del campo da golf della tenuta. In quel caso il sospetto, Ryan Routh, è stato successivamente condannato all’ergastolo per tentato omicidio.
L’episodio riaccende dunque i riflettori sulle misure di protezione attorno all’ex presidente e sulle tensioni che continuano a circondarne la figura, in un clima politico già fortemente polarizzato.





