Press "Enter" to skip to content

Macron a Davos gioca d’ironia: dagli occhiali Aviator al messaggio politico

PARIGI – «Serve lo sguardo della tigre». Emmanuel Macron sceglie l’ironia, a Davos, per alleggerire una giornata politicamente tutt’altro che semplice. L’occasione è un incontro serale con gli imprenditori francesi, organizzato da Business France, durante il quale il presidente commenta con una battuta gli immancabili occhiali da sole modello Aviator che indossa da giorni. «Siamo in Rocky III: il combattimento lo vinceremo», dice, richiamando esplicitamente l’“Eye of the Tiger” e l’immaginario del pugile interpretato da Sylvester Stallone.

Una giornata di scontri politici

La citazione pop arriva al termine di una giornata carica di tensioni sul piano internazionale. Sullo sfondo, il confronto sempre più aspro con gli Stati Uniti di Donald Trump, tra le ambizioni americane sulla Groenlandia e lo spettro di una nuova guerra commerciale con l’Europa. Il tono scherzoso, in questo contesto, suona come un modo per rivendicare determinazione e tenuta, anche nella tempesta geopolitica.

Macron e gli occhiali che fanno discutere

Gli Aviator del presidente sono rapidamente diventati uno dei dettagli più osservati del Forum. Appartengono alla collezione Doublé Or Laminé di Henry Jullien, marchio del gruppo italiano iVision Tech, e hanno acceso una discussione che va oltre la moda. Per molti, non si tratta solo di un accessorio, ma di un elemento di comunicazione: un simbolo visivo che accompagna Macron mentre si propone come uno dei principali argini europei al trumpismo.

Tra Rocky e Top Gun

Non tutti, però, vedono solo Rocky. C’è chi richiama anche l’estetica di Top Gun e le lenti a specchio di Tom Cruise, icona di sicurezza e controllo. Anche il modello scelto contribuisce al gioco di rimandi. L’Aviator è una forma resa celebre dal marchio americano Ray-Ban, ma secondo indiscrezioni gli occhiali del presidente sarebbero di produzione francese. Tra i nomi citati circolano Vuarnet e la start-up Visages, ipotesi che rafforzerebbero il messaggio di autonomia e orgoglio industriale.

A chiarire l’origine degli occhiali è stato lo stesso Macron nei giorni scorsi, mostrando un occhio visibilmente arrossato. «Scusate l’aspetto poco gradevole, è una cosa del tutto innocua», ha spiegato durante un discorso alla base militare di Istres. «Se volete, consideratelo un riferimento involontario all’Eye of the Tiger: per chi lo capisce, è un segno di determinazione».

Dall’Eliseo a Davos, sempre con le lenti

Il giorno successivo, all’Eliseo, durante una riunione sul futuro istituzionale della Nuova Caledonia, il presidente si è presentato con un altro paio di occhiali, questa volta dalle lenti azzurre a specchio. «Sono legati a un problema benigno», ha detto in apertura, aggiungendo con una punta di autoironia: «Dovrete sopportarmi così ancora per un po’».

Da incidente medico a racconto politico

L’Eliseo non ha fornito dettagli ufficiali, ma la causa sarebbe una semplice emorragia sottocongiuntivale, un disturbo comune che tende a risolversi spontaneamente nel giro di una o due settimane. Nel frattempo, però, l’episodio ha già superato la dimensione clinica. L’“occhio di tigre” è diventato parte del racconto politico di Macron: un piccolo imprevisto trasformato in simbolo di resistenza e determinazione, mentre il presidente francese si prepara ad affrontare un nuovo round sul ring della politica internazionale.