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Garlasco, Sempio a “Verissimo”: chi avrebbe ucciso Chiara secondo lui

Andrea Sempio torna sotto i riflettori televisivi ospite di Verissimo, in uno dei momenti più delicati della sua vita. L’omicidio di Chiara Poggi, che da anni continua a dividere opinione pubblica e tribunali, è tornato a proiettare ombre pesantissime sul suo nome. L’atmosfera è tesa, quasi sospesa: da una parte le nuove mosse della magistratura, dall’altra il bisogno di difendersi davanti a milioni di spettatori.

Il percorso giudiziario e l’obiettivo del proscioglimento

Sempio affronta subito il nodo centrale: il futuro processuale. Spiega che la difesa si prepara a un’udienza preliminare e chiarisce che la strategia resta invariata. L’obiettivo è ottenere il proscioglimento, perché, sostiene, non esistono elementi concreti per sostenere un processo. La sua posizione è ferma e priva di sfumature: andare avanti sarebbe, a suo giudizio, un accanimento privo di basi solide.

Il nuovo filone investigativo e il “prima e dopo”

Il 2025 ha segnato una svolta drammatica. Non più solo vecchie ipotesi o tracce già discusse, ma un’indagine per omicidio in concorso che rimette tutto in discussione. Sempio racconta il momento in cui ha ricevuto la nuova notifica come una frattura netta nella sua esistenza. «C’è un prima e un dopo quella telefonata», spiega, descrivendo un presente fatto di caos e paura. Il pensiero più duro, confessa, è stato come dirlo ai genitori: un peso emotivo paragonabile a comunicare una diagnosi senza speranza.

Tra tribunali e gogna mediatica

Accanto al fronte giudiziario, c’è quello mediatico. Sempio parla di una pressione costante, di una percezione di colpevolezza che sembra precedere ogni accertamento. Si definisce un bersaglio ideale, stretto tra aule di giustizia e social network. Racconta di commenti carichi d’odio, di una parte dell’opinione pubblica che, anche davanti a elementi favorevoli alla sua difesa, resta convinta che la verità sia stata nascosta. «Molti aspettano solo la mia condanna», dice, pur ribadendo la fiducia in un esito liberatorio.

DNA e punti controversi dell’inchiesta

Uno dei temi più delicati resta quello delle analisi genetiche. Sempio descrive la perizia sulle unghie di Chiara Poggi come un cortocircuito: risultati troppo fragili per fornire certezze, campioni degradati e interpretazioni oscillanti. A suo dire, parlare di compatibilità senza solidità scientifica è fuorviante. Anche altri elementi spesso citati come sospetti vengono ridimensionati: lo scontrino del parcheggio, conservato come prova dei suoi spostamenti, e il malore avuto durante gli interrogatori, spiegato con uno stato fisico compromesso e non con il peso delle accuse.

Il rapporto con Chiara e le accuse personali

Sempio respinge l’idea di un legame morboso con la vittima. Ribadisce che il suo rapporto era soprattutto con Marco, il fratello di Chiara, e che la frequentazione della casa era legata a quell’amicizia. Le presunte infatuazioni e le telefonate vengono definite costruzioni mediatiche: chiamate brevi, funzionali, prive di significati nascosti. Anche i quaderni personali finiscono al centro del racconto: scritti di sfogo, emotivi, che non rappresentano ammissioni di colpa ma il tentativo di reggere una pressione psicologica enorme. Su Alberto Stasi dice: «Non l’ho mai conosciuto. Ho scritto di lui solo quando vedevo i tentativi mediatici di farlo passare per “santo” e ribaltare la storia. Ad oggi, per me il colpevole resta lui: lo dicono le sentenze».

Famiglia, difesa e scelte difficili

Nel racconto emerge il ruolo della famiglia, travolta dall’attenzione mediatica. Sempio parla del padre, delle spese legali necessarie e della sofferenza nel vederlo inseguito dai giornalisti. Spiega anche la rottura con il suo storico avvocato, una separazione dolorosa maturata per divergenze sulla linea difensiva e sull’eccessiva esposizione pubblica. Oggi, dice, la priorità è una strategia più sobria, lontana dai riflettori.

Un futuro sospeso

Guardando avanti, il tono cambia. I sogni di una vita normale sembrano congelati. Viaggiare, costruire una famiglia, fare progetti: tutto rimandato. Sempio ammette che forse è un bene non avere responsabilità affettive in questo momento, per non trascinare altri dentro un incubo che sembra non finire mai. Il futuro resta avvolto nella nebbia, mentre il presente continua a essere dominato da un’unica attesa: quella di una verità che, per lui, deve ancora emergere davvero.