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Come è morto James Van Der Beek: gli ultimi istanti dell’amatissimo attore di «Dawson’s Creek»

Per un’intera generazione è stato Dawson Leery, il ragazzo idealista di Dawson’s Creek. Oggi James Van Der Beek non c’è più. L’attore è morto a 48 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al colon-retto diagnosticato nel 2023.

Da diversi giorni si trovava in un hospice. Secondo il racconto di una persona a lui vicina, negli ultimi tempi non era più sottoposto a terapie attive: le condizioni si erano aggravate e le cure non offrivano più margini. «Il tumore era aggressivo e lui voleva pace nelle ultime settimane della sua vita», avrebbe confidato un amico al Daily Mail. Le sue condizioni fisiche, negli ultimi giorni, erano estremamente fragili. «Era molto dimagrito, quasi pelle e ossa. Passava la maggior parte del tempo a letto perché era debole e non riusciva a mangiare», ha raccontato la stessa fonte. Un declino rapido, difficile da accettare per chi lo conosceva come un uomo energico, ironico, carismatico.

Eppure, solo poche settimane fa, Van Der Beek aveva condiviso su Instagram una riflessione sul Capodanno. Si interrogava sul senso di festeggiare un nuovo inizio nel cuore dell’inverno, suggerendo che la vera stagione della rinascita fosse la primavera. Un pensiero poetico, che oggi suona come un addio inconsapevole. Alla primavera, lui, non sarebbe arrivato.

Il dolore della moglie Kimberly e dei sei figli

Accanto a lui, fino all’ultimo, la moglie Kimberly Van Der Beek, 44 anni, e i loro sei figli: Olivia (15 anni), Joshua (13), Annabel (12), Emilia (9), Gwendolyn (7) e Jeremiah (4).

«Erano lì, gli tenevano la mano», racconta ancora l’amico. «Ma è stato durissimo vederlo spegnersi così. Per loro era il patriarca, il punto di riferimento». La famiglia aveva scelto da tempo una vita lontana dai riflettori. Nel 2020 aveva lasciato Los Angeles per trasferirsi in un ranch nei pressi di Austin, in Texas. Una decisione dettata dal desiderio di crescere i figli in un ambiente più riservato, immerso nella natura e lontano dal ritmo dell’industria hollywoodiana. Oggi quel ranch è il luogo del silenzio e del lutto. «Sono distrutti. Ci sono lacrime ovunque», ha riferito la fonte. E ora tutto il peso della quotidianità ricade sulle spalle di Kimberly.

Le difficoltà economiche e la raccolta fondi

La malattia non ha lasciato soltanto dolore. Ha comportato anche un carico economico significativo. Le cure, frequenti e invasive, avevano progressivamente impedito all’attore di lavorare con continuità. Il suo ultimo impegno stabile era stato nella serie animata Disney Jr Vampirina, tra il 2017 e il 2021. Negli ultimi mesi le spese mediche si sono sommate ai costi ordinari di una famiglia numerosa: mutuo, assicurazioni, istruzione dei figli. «Mantenere sei bambini è impegnativo in condizioni normali, figuriamoci con una malattia così», ha spiegato un amico. Mercoledì, Kimberly ha aperto una pagina GoFundMe per far fronte alle spese essenziali e garantire stabilità ai figli. In pochi giorni sono stati raccolti oltre 400 mila dollari. Un segnale tangibile dell’affetto di fan e amici, che non hanno dimenticato il volto simbolo di un’epoca televisiva.

Il ricordo di un’icona generazionale

James Van Der Beek era diventato celebre alla fine degli anni Novanta grazie a Dawson’s Creek, serie cult che ha segnato l’adolescenza di milioni di spettatori. Il suo personaggio, sognatore e vulnerabile, è entrato nell’immaginario collettivo come simbolo di un’America romantica e inquieta. Negli anni successivi aveva alternato ruoli televisivi, cinema e partecipazioni in produzioni indipendenti, costruendo una carriera solida anche lontano dai riflettori più accecanti. Ma per il pubblico resterà sempre “Dawson”, con quella sensibilità esibita e insieme fragile che lo aveva reso riconoscibile.

Oggi, dietro l’icona pop, resta la storia di un uomo che ha affrontato la malattia cercando dignità e serenità negli ultimi giorni. «Voleva pace», ha detto chi gli è stato vicino. E forse è questa l’immagine più vera: non il ragazzo della serie, non l’attore sotto i riflettori, ma un padre circondato dai figli che gli tengono la mano, in silenzio.