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Vertice Ue, da Alden Biesen il monito di Draghi: “Economia peggiora, urgente agire”

Nel cuore del Limburgo belga, a pochi chilometri da Maastricht, il luogo in cui prese forma l’architettura monetaria dell’Unione, i leader europei si sono riuniti al castello medievale di Alden Biesen per discutere di competitività. Non è una cornice neutra: la storia ama le geometrie simboliche, non siamo di fronte ad una coincidenza. Alle origini dell’euro, oggi, si torna a parlare di sopravvivenza industriale e strategica. In quella sala, davanti ai Ventisette, è intervenuto Mario Draghi. Non come ex presidente del consiglio italiano o numero uno della Bce, ma come autore di una diagnosi che, nel giro di pochi mesi, rischia di essere già superata dagli eventi.

Il contesto peggiora, l’urgenza cresce: cosa ha detto Draghi al vertice Ue

Secondo quanto riferito da fonti europee al termine della sessione, Draghi ha evidenziato il “deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto” e “l’urgenza di affrontare tutte le questioni sollevate in quella occasione”. L’economista non ha semplicemente ribadito le sue proposte: ha avvertito che non c’è tempo da perdere. La crescita ristagna, il costo dell’energia resta strutturalmente più alto rispetto ai concorrenti globali, i mercati finanziari europei continuano ad essere frammentati. E mentre gli Stati Uniti mobilitano capitali e politica industriale con decisione, l’Europa discute ancora di coordinamento. Nel confronto con i leader, Draghi ha richiamato una serie di priorità: “La necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori”. Temi tecnici, certo, in realtà, però, profondamente politici.

Draghi Vertice Ue

Il nodo del risparmio e la questione energetica

L’Europa è un continente ricco di risparmio privato e povero di strumenti comuni per indirizzarlo. La frammentazione dei mercati dei capitali impedisce alle imprese di crescere con la stessa rapidità dei concorrenti americani o asiatici. L’Unione dei mercati dei capitali, oggetto anche delle domande rivolte a Draghi nel dibattito successivo, resta incompiuta. Nel corso dello scambio, le questioni poste dai leader hanno riguardato “le sfide per gli investimenti, l’Unione dei mercati dei capitali, il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni e il ruolo internazionale dell’euro”. Segno che la discussione non si è fermata ai principi, ma ha toccato i meccanismi operativi. Poi c’è l’energia. Un fattore strutturale che incide sulla competitività industriale più di qualsiasi slogan. Draghi ha riportato la discussione su un piano pragmatico: senza un intervento sul funzionamento del mercato energetico europeo, la base produttiva continuerà a perdere terreno. Non si tratta di protezionismo ideologico, ma di lucidità strategica. La “preferenza europea mirata” evocata nel confronto non è una chiusura: è una riflessione sul posizionamento globale dell’Unione in settori considerati critici.

Draghi Vertice Ue

Competitività: l’Europa deve ripensare i propri tempi decisionali

Il passaggio più significativo riguarda però il processo decisionale. Mario Draghi ha richiamato la “possibilità di ricorrere, se necessario, alle cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente su alcuni dossier, come previsto dai trattati”. Tradotto: se l’unanimità blocca, un gruppo di Paesi può avanzare comunque. È un messaggio sottile, ma netto. L’Europa, per restare competitiva, deve anche ripensare i propri tempi decisionali. La lentezza, in una fase di competizione geopolitica, diventa un costo. E il costo, nel linguaggio di Draghi, non è mai un’astrazione.

Draghi Vertice Ue

Il riconoscimento politico: le parole di Antonio Costa

Al termine del confronto, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ringraziato pubblicamente l’ex governatore di Bankitalia: “Grazie, caro Mario Draghi, per le tue riflessioni su ciò che l’Europa deve fare per rafforzare la propria competitività, dall’energia ai mercati dei capitali, dalle industrie strategiche ad altri settori critici. La tua impostazione ha offerto una prospettiva nuova alle nostre discussioni, fornendo una base solida per le riflessioni dei leader oggi ad Alden Biesen”. È il riconoscimento di un contributo che continua a orientare il dibattito europeo anche fuori dagli incarichi formali.

Vertice Ue, Draghi e la competitività che diventa una scelta

Draghi ha riportato oggi la discussione alla struttura dei problemi. Il deterioramento del contesto economico, da lui stesso richiamato, non è un inciso tecnico, ma una variabile che cambia il ritmo delle decisioni. Se la crescita rallenta, se il costo dell’energia resta un differenziale competitivo, se i capitali europei non trovano canali comuni di investimento, la questione non è più teorica. La competitività diventa una scelta. Il confronto di Alden Biesen, lo sappiamo, non chiude, certo, il dibattito, ma è un primo importante passo politico.