I colloqui tra Stati Uniti e Iran prenderanno il via sabato nella capitale pakistana Islamabad e dovrebbero proseguire per diversi giorni. L’incontro, secondo fonti diplomatiche, si svolgerà a porte chiuse, con il Serena Hotel indicato come sede più probabile per ospitare le delegazioni.
La città si sta preparando a un evento considerato cruciale per il futuro della crisi in Medio Oriente. Le autorità pakistane hanno disposto un significativo rafforzamento delle misure di sicurezza, con la cosiddetta “zona rossa” completamente chiusa al traffico ordinario. Si tratta dell’area che comprende il complesso governativo e le principali sedi istituzionali, accessibile solo ai mezzi autorizzati.
Sicurezza rafforzata e città blindata
In vista dei negoziati, Islamabad è stata di fatto blindata. Le autorità locali hanno dichiarato festivi i giorni del 9 e 10 aprile, invitando i cittadini a limitare gli spostamenti e a organizzare le proprie attività tenendo conto delle restrizioni. Restano comunque operativi i servizi essenziali, dalle strutture sanitarie alle forze dell’ordine.
L’obiettivo è garantire la sicurezza delle delegazioni straniere e consentire lo svolgimento dei colloqui senza interferenze. Al termine delle consultazioni è prevista una conferenza stampa, anche se al momento né l’ambasciata statunitense né quella iraniana hanno fornito dettagli ufficiali sull’agenda dei lavori.
Il negoziato dopo la tregua
I colloqui arrivano pochi giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Washington e Teheran, comunicato dal presidente Donald Trump. Una tregua fragile, ma che ha aperto uno spazio negoziale ritenuto essenziale per evitare una nuova escalation.
Secondo quanto emerso, gli Stati Uniti considerano la proposta iraniana in dieci punti come una possibile base di partenza per il dialogo. Tra i temi sul tavolo figurano il principio di non aggressione, il controllo dello Stretto di Hormuz, il programma nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni.
Teheran, dal canto suo, ha accettato di sospendere le operazioni militari definite “difensive”, a condizione che non vengano lanciati nuovi attacchi contro il proprio territorio.
Il ruolo del Pakistan nella mediazione
Determinante è stato il ruolo del Pakistan, che ha agito come mediatore tra le due parti. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha promosso direttamente l’incontro, invitando Stati Uniti e Iran a sedersi allo stesso tavolo.
La scelta di Islamabad come sede dei colloqui non è casuale: il Pakistan ha mantenuto canali aperti con entrambe le capitali e si propone come attore in grado di facilitare un dialogo in una fase estremamente delicata.
L’esito dei negoziati resta incerto, ma rappresenta uno snodo cruciale. Dopo settimane di tensione e attacchi, il confronto diretto potrebbe segnare l’inizio di una fase nuova oppure rivelarsi solo una tregua temporanea in un conflitto ancora lontano da una soluzione definitiva.





