Dopo una giornata di tensioni, accuse e affondi contro diversi alleati europei,Donald Trumpcambia improvvisamente tono al termine del vertice Nato di Ankara. Il presidente americano, che nelle ore precedenti aveva criticato apertamente diversi Paesi dell’Alleanza, ha descritto il summit come una «riunificazione straordinaria», arrivando a sostenere che i leader presenti gli avrebbero manifestato affetto e apprezzamento.
«Nella sala si respiravano amore e rispetto per gli Stati Uniti», ha dichiarato durante la conferenza stampa conclusiva. «Dicevano: “Ti vogliamo bene”. Forse volevano conquistarmi, e in un certo senso ci sono riusciti».
Il cambio di registro arriva dopo una fase iniziale caratterizzata da parole molto dure. Trump aveva accusato diversi alleati di non aver sostenuto Washington durante il recente conflitto con l’Iran, riservando critiche a Spagna, Italia, Francia, Germania e Regno Unito.
Particolarmente severo il giudizio nei confronti di Madrid, definita un alleato «senza speranza», mentre sull’Italia il presidente americano aveva lamentato il mancato utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio nazionale durante le operazioni contro Teheran.
Poche ore dopo, però, il linguaggio si è fatto decisamente più conciliante. «La Spagna ha avuto un comportamento negativo, ma l’Italia è stata buona e quasi tutti gli altri Paesi sono stati collaborativi», ha affermato Trump, aggiungendo che gli alleati «hanno attraversato solo un momento difficile».
Secondo molti osservatori, il presidente americano avrebbe seguito ancora una volta la strategia che ha caratterizzato gran parte della sua azione politica: alzare inizialmente il livello dello scontro per rafforzare la propria posizione negoziale e chiudere poi con toni più distensivi una volta ottenuti alcuni risultati.
Tra questi figura soprattutto il rafforzamento degli impegni sulla spesa militare da parte degli alleati Nato. Trump ha rivendicato i progressi compiuti da diversi Paesi europei, sottolineando come molti stiano aumentando gli investimenti nella difesa e si stiano avvicinando agli obiettivi fissati dall’Alleanza.
Il presidente statunitense ha inoltre evidenziato le ricadute economiche per gli Stati Uniti, ricordando che gran parte dei nuovi acquisti militari europei riguarderà aziende americane. Ha citato, tra le altre,Lockheed Martin,RaytheoneBoeing, indicando nei sistemi Patriot e nei missili Tomahawk alcuni dei prodotti destinati a registrare una crescita della domanda.
Al di là delle dichiarazioni più colorite, il vertice di Ankara conferma come il rapporto tra Washington e gli alleati europei resti caratterizzato da un equilibrio delicato: da una parte le pressioni americane per un maggiore impegno nella difesa comune, dall’altra la volontà di preservare l’unità dell’Alleanza in una fase internazionale particolarmente complessa.

