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Prima o seconda serata? Il disagio che unisce telespettatori e protagonisti della TV

TELEVISIONE

Accendere la televisione alle 21:30 e scoprire che il programma che si desidera vedere deve ancora iniziare, con la consapevolezza di non riuscire probabilmente a seguirne la fine, è ormai diventata una consuetudine. In Italia, la “prima serata” non è più davvero “prima”: i programmi iniziano sempre più tardi e, sia i telespettatori, sia i protagonisti della TV, da Luciana Littizzetto ad Elena Sofia Ricci, sembrano non riuscire a condividere queste scelte di palinsesto. Intanto, il mondo dello streaming sembra affermarsi come una valida alternativa sempre più diffusa.

Dal prime time all’attesa: come cambia la prima serata

Negli ultimi anni la “prima serata” della televisione italiana si è progressivamente spostata sempre più in avanti, diventando un tema di discussione sia per il pubblico, sia per chi lavora nel settore. Tradizionalmente, la programmazione della prima serata si collocava in una fascia oraria compresa tra le 21:00 e le 23:00/23:30 circa. Oggi le cose sono cambiate sensibilmente: i nuovi ritmi televisivi sempre più posticipati, risultano spesso poco in linea con le abitudini di molti telespettatori, dai più giovani ai più adulti. Una parte del pubblico, infatti, lamenta orari poco compatibili con la vita quotidiana, soprattutto per chi lavora o studia, e spesso non riesce a seguire un programma fino alla fine, poiché termina troppo tardi.

La fascia dell’access prime time (cioè la programmazione che precede la prima serata) è stata notevolmente ampliata e, di conseguenza, film, fiction e varietà iniziano sempre di più intorno alle 21:40, o anche oltre. Questo slittamento non è improvviso, ma bensì è il risultato di un cambiamento graduale delle strategie televisive interne, legato agli ai grandi numeri di ascolti che i programmi precedenti alla prima serata riscuotono, e alla forte rilevanza della pubblicità nella costruzione del palinsesto.

Dal set alla TV: il dissenso dei volti dello spettacolo

L’ultimo volto noto a esprimere il proprio dissenso sulla tardiva programmazione serale è stata Elena Sofia Ricci. L’attrice, durante la presentazione della terza stagione della serie I casi di Teresa Battaglia, all’evento Italian Global Series, ha dichiarato: ‘’[ … ] Questa è una mancanza di rispetto immensa verso le centinaia di lavoratori dello spettacolo perché non siamo solo noi attori, ci sono i registi, ci sono i truccatori, i parrucchieri che magari hanno fatto tardi, che magari hanno fatto le ore di straordinario, ma che ne sapete, lavorando a quarantadue gradi o a meno quattordici come è successo a tutti noi, e non solo gli attori, anche le troupe. Ma perché devono essere così maltrattate mandandoci in onda la sera così tardi, ma è proprio ingiusto’’. Anche Luciana Littizzetto, qualche mese fa, durante il programma Che tempo che fa, ha lanciato un appello per anticipare la prima serata in TV: [ … ] Potete fare iniziare la prima serata ad un’ora decente? Allora, se si chiama prima serata vuol dire che si deve fare nella prima parte della serata, sennò si chiamava prima nottata. [ … ]’’.

Il ruolo crescente dello streaming

Se sul piccolo schermo gli orari a cui attenersi diventano sempre più inaccessibili, il mondo dello streaming appare, invece, sempre più inclusivo e comodo. Le piattaforme on demand offrono, giorno dopo giorno, contenuti appetibili per i consumatori, e app come Mediaset Infinity o RaiPlay permettono, inoltre, di recuperare i programmi della sera precedente, che molti non sono riusciti a vedere. Anche l’attore romano, Claudio Amendola, vede in Netflix una possibilità per il successo de I Cesaroni – Il ritorno: prodotto pensato per le famiglie, trasmesso nella prima, tarda serata su Canale 5, e che avrebbe potuto ottenere risultati migliori in televisione. ‘’Le nuove generazioni sono state davvero generosissime con noi e hanno scoperto la serie proprio attraverso Netflix. Le piattaforme hanno una programmazione che rispetta maggiormente lo spettatore e capisco perfettamente che molti fan de I Cesaroni abbiano avuto difficoltà a seguirlo in televisione quando veniva trasmesso alle 22:30. Finalmente arriverà su Netflix, dove secondo me avrà lo spazio che merita”. Queste le parole di Amendola, riportate dall’Ansa.