Il romanzo “…che Dio perdona a tutti” diventa un film. La storia scritta da Pif, pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto, arriva al cinema dal 2 aprile, in coincidenza con le festività pasquali. A dirigerlo e interpretarlo è lo stesso autore, che torna dietro la macchina da presa con una commedia capace di mescolare ironia, sentimenti e riflessioni sulla fede.
Distribuito da PiperFilm, il film vede Giusy Buscemi nel ruolo di Flora, la donna che sconvolge la vita del protagonista. In occasione dell’uscita nelle sale, anche il romanzo, pubblicato da Feltrinelli nel 2020 e molto apprezzato dai lettori, torna in libreria il 31 marzo in una nuova edizione della collana Stelle.
La storia di Arturo e Flora
Al centro della vicenda c’è Arturo, trentacinquenne agente immobiliare con una filosofia di vita molto semplice: non cambiare nulla. La sua quotidianità è fatta di routine tranquille, poche passioni e partite di calcetto con gli amici. L’unico vero entusiasmo riguarda i dolci, soprattutto quelli alla ricotta. Una passione che sembra innocua finché nella sua vita non compare Flora, figlia del proprietario della pasticceria che prepara gli sciù più famosi di Palermo.
Flora è brillante, determinata e profondamente cattolica. Arturo se ne innamora immediatamente e, pur di conquistarla, decide di improvvisarsi credente praticante. Arriva perfino a interpretare Gesù durante una Via Crucis, ma l’esperimento si trasforma presto in un piccolo disastro: tra errori di catechismo e citazioni religiose sbagliate, la rappresentazione sfiora il grottesco. Eppure qualcosa tra loro nasce davvero. I due iniziano una relazione che sembra funzionare, almeno finché Flora non scopre che la fede di Arturo è molto più fragile di quanto lui abbia lasciato intendere.
Un esperimento che cambia tutto
Quando la verità emerge, Arturo reagisce in modo inatteso. Quasi per sfida, e un po’ per disperazione, decide di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane. Un esperimento radicale che finisce per sconvolgere la sua vita e quella di chi gli sta intorno. Applicare davvero i principi evangelici nella vita quotidiana si rivela infatti molto più complicato di quanto sembri. Il percorso di Arturo diventa così una sorta di prova morale che mette alla luce contraddizioni, ipocrisie e verità scomode. Non solo per lui, ma anche per Flora, per gli amici e per le persone che incrociano il suo cammino.
Dal libro al film
Il film nasce dall’adattamento del romanzo scritto da Pif, che con questo libro aveva esordito nella narrativa portando sul piano letterario il suo stile ironico e surreale. Soggetto e sceneggiatura sono firmati da Michele Astori e Pierfrancesco Diliberto. La fotografia è di Guido Michelotti, mentre il montaggio è curato da Giogiò Franchini. Le musiche originali sono composte da Santi Pulvirenti.
La scenografia è affidata a Marcello Di Carlo, i costumi a Cristiana Ricceri, mentre il casting è curato da Maurilio Mangano. La produzione è firmata da Mario Gianani, Lorenzo Mieli e Valentina Avenia per Our Films (gruppo Mediawan) insieme a Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm, in associazione con Kavac Film e in collaborazione con Netflix. Il progetto è stato realizzato anche grazie al contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
Una commedia tra fede e ironia
Con questa storia Pif costruisce una commedia leggera ma non superficiale, che gioca con i temi della religione, dell’amore e della coerenza personale. Il punto di partenza è semplice e paradossale allo stesso tempo: cosa succederebbe se qualcuno provasse davvero a mettere in pratica, alla lettera, gli insegnamenti del Vangelo nella vita di tutti i giorni?
La risposta, almeno nel mondo di Arturo, è che la vita può diventare molto più complicata, ma anche più sincera di quanto si immagini.





