«C’è poca gente, fanne entrare di più». È questa la frase che, secondo quanto emerge dagli atti, Jessica Moretti avrebbe rivolto a una giovane cameriera circa un’ora prima dell’incendio che ha devastato il locale Le Constellation. La destinataria di quell’indicazione sarebbe stata Cyane Panine, la ragazza poi ripresa sulle spalle di un collega con il casco e le bottiglie decorate con bengala accesi. Cyane è una delle 40 vittime della strage. Un dettaglio che, se confermato, rischia di aggravare sensibilmente la posizione della titolare del locale.
La decisione del tribunale di Sion
Nonostante la gravità degli elementi emersi, il tribunale di garanzia di Sion ha respinto la richiesta della procura di disporre gli arresti domiciliari per Jessica Moretti. La donna resta indagata ma sottoposta a obbligo di firma e divieto di lasciare la Svizzera. Nella motivazione, il giudice sottolinea che la misura è stata adottata «su proposta del pubblico ministero», una precisazione che non ha mancato di suscitare perplessità. Una decisione che appare controversa soprattutto alla luce di nuovi elementi video ora al vaglio degli inquirenti.
Il video che smentirebbe il racconto
Secondo quanto trapela dall’inchiesta, esisterebbe un filmato che contraddirebbe la versione fornita da Jessica Moretti subito dopo la tragedia. Nelle immagini la donna verrebbe ripresa mentre sale rapidamente le scale e si allontana con una borsa scura, senza fermarsi ad avvertire i clienti o a prestare aiuto, come invece aveva dichiarato agli investigatori. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per la valutazione delle responsabilità individuali.
La posizione di Jacques Moretti e il rischio dolo
Diversa la situazione del marito, Jacques Moretti, per il quale il tribunale elvetico ha convalidato tre mesi di arresto cautelare. Al momento l’uomo è indagato per omicidio colposo, ma gli inquirenti non escludono che l’accusa possa evolvere nel più grave dolo eventuale, qualora venisse dimostrata la consapevolezza dei rischi e l’accettazione della possibilità di un esito mortale. Gli investigatori hanno inoltre recuperato video cancellati dai profili social del locale, che documenterebbero una prassi consolidata: l’accensione di fontane scintillanti direttamente nelle bottiglie di champagne, una pratica spettacolare ma estremamente pericolosa, ritenuta compatibile con l’innesco dell’incendio.
Precedenti e nuovi filoni d’indagine
Dagli approfondimenti sul passato dei coniugi Moretti emergono anche due precedenti inchieste. La prima, archiviata nel 2021, ipotizzava l’uso improprio di fondi Covid per l’acquisto di un’auto di lusso. La seconda riguardava irregolarità su orari di lavoro e retribuzioni dei dipendenti. Elementi che contribuiscono a delineare un quadro investigativo sempre più ampio.
Italia parte civile e indagini parallele
Nel frattempo, anche l’Italia muove i suoi passi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito in Parlamento che è «giusto che l’Italia si costituisca parte civile», per tutelare le vittime e i loro familiari. Parallelamente, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo e si prepara a inviare una rogatoria alle autorità svizzere per acquisire gli atti dell’indagine di Sion.
Un’inchiesta che, giorno dopo giorno, continua a far emergere zone d’ombra, contraddizioni e responsabilità su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni.





