Il Festival di Sanremo non è soltanto uno spettacolo televisivo: è una macchina economica che continua a espandersi. Cinque serate, 30 artisti in gara, quattro nuove proposte e circa 35 mila turisti attesi. La 76ª edizione conferma il peso culturale della manifestazione, ma soprattutto la sua rilevanza finanziaria. Secondo l’analisi di EY-Parthenon, riportata da «Repubblica», l’impatto economico complessivo raggiunge i 252 milioni di euro, in aumento rispetto ai 245 milioni stimati nel 2025. Il contributo diretto al Pil è pari a 96 milioni di euro, con oltre 1.300 posti di lavoro attivati grazie all’indotto.
Sponsor in aumento, Ariston quasi sold out
La raccolta pubblicitaria segna un nuovo record: gli sponsor investono 70 milioni di euro, tre in più rispetto all’anno precedente. La presenza di pubblico in città alimenta l’economia locale. Si stima che ogni visitatore spenda in media circa 500 euro al giorno:
- 300 euro per l’alloggio
- 75 euro per la ristorazione
- 75 euro per lo shopping
- 20 euro per i trasporti
- 30 euro per altre spese
L’occupazione del Teatro Ariston si attesta intorno al 90%.
Un volano per l’economia regionale
Per Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY Italia, il Festival «si conferma un attore chiave per la crescita economica regionale, con effetti positivi anche per l’immagine del Paese».
Il valore dell’edizione 2026 risulta leggermente superiore a quello dell’anno precedente, segnale che gli investimenti nell’industria musicale e negli eventi culturali di grande scala continuano a produrre ritorni concreti. La crescita dell’interesse da parte degli sponsor e la forte partecipazione del pubblico indicano margini di sviluppo anche per il futuro.
Le entrate per il Comune di Sanremo
La manifestazione incide direttamente sui conti del Comune. Nel bilancio di previsione 2026 è indicata un’entrata di 7,93 milioni di euro derivante dall’accordo con la Rai per l’organizzazione e la trasmissione dell’evento. L’intesa, valida per il triennio 2026-2028, prevede una quota fissa annuale più una componente variabile pari all’1% dei ricavi pubblicitari generati dal Festival. A ciò si sommano le entrate indirette, dalla tassa di soggiorno all’aumento dell’attività commerciale durante la settimana della kermesse.
Ascolti tv e boom digitale
Un report dell’Università Niccolò Cusano fotografa l’evoluzione della fruizione negli ultimi trent’anni. L’ultima edizione ha registrato una media televisiva del 66,38% di share. La finale ha raggiunto 13 milioni e 427 mila spettatori, con uno share del 73,1%. Sul fronte digitale, RaiPlay ha totalizzato 13,5 milioni di visualizzazioni, con una media di 576 mila dispositivi collegati ogni sera e un picco di 642 mila nella serata conclusiva.
Il mercato musicale trainato dallo streaming
Il settore discografico ha attraversato una trasformazione radicale: dai 314 milioni di euro del 2003 ai 115,9 milioni del 2012, fino ai 440 milioni del 2023. In dieci anni il fatturato è cresciuto di oltre il 260%, spinto soprattutto dallo streaming, che nel 2024 ha rappresentato il 67% dei ricavi (308,1 milioni) e nei primi sei mesi del 2025 ha già superato i 166 milioni.
Social e fenomeni collaterali
Il fenomeno Fantasanremo coinvolge oltre cinque milioni di squadre, 750 mila leghe e quasi quattro milioni di iscritti. Sui social, l’hashtag ufficiale dell’ultima edizione ha generato circa 70 mila post, oltre 399 milioni di visualizzazioni e più di un miliardo di brani salvati dagli utenti. Il quadro complessivo è chiaro: il Festival non è più soltanto uno show televisivo, ma un ecosistema economico e mediatico che va ben oltre il palco dell’Ariston.





