Press "Enter" to skip to content

L’editoria soffre, il Salone del Libro di Torino no: ecco perché

Il Salone del Libro di Torino compie ancora una volta il suo “miracolo”. Mentre il mercato editoriale in Italia attraversa un momento difficile — con quasi un milione di copie vendute in meno nei primi quattro mesi del 2025, secondo i dati AIE diffusi proprio durante la fiera — al Lingotto si respira tutt’altra aria. Pubblico entusiasta, stand affollati e vendite in crescita: il paradosso è evidente. Una realtà fotografata da Francesca Bolino in una mini inchiesta pubblicata su “Repubblica”.

«È un mistero come l’anno scorso: librerie vuote, Salone al top. Forse qui si scoprono titoli che altrove non si trovano, c’è una varietà di editori e proposte che le librerie non riescono a offrire», racconta Andrea Gessner, presidente di Nottetempo. Ma i visitatori del Salone sono anche lettori abituali? A quanto pare sì. «Veniamo ogni anno — raccontano Miriam e Sara, arrivate da Pavia — è un’occasione per ascoltare i nostri autori preferiti e scoprirne di nuovi. E poi, certo, si comprano anche i libri».

Secondo la mini inchiesta realizzata da Repubblica, il fenomeno dell’edizione 2025 ha un nome ben preciso: romance. «Siamo impressionati dalle orde di ragazzine che ci hanno letteralmente invaso», spiega Filippo Guglielmone, direttore vendite del gruppo Mondadori. Tra i titoli più richiesti, Hunger Games di Suzanne Collins, spinto anche dal successo cinematografico, Finding Cinderella di Colleen Hoover (Sperling & Kupfer), e l’emergente Nicole Humber per DeAgostini. In controtendenza, ma altrettanto venduto, L’amore mio non muore di Roberto Saviano, pubblicato da Einaudi Stile Libero. «In generale — conferma Guglielmone — siamo a un +15% nelle vendite».

Allo stand di Sellerio, Mattia, 25 anni, riassume così: «Siamo in linea con il 2024. Il libro di Alessandro Barbero è andato a ruba». Proprio Barbero ha presentato Romanzo russo, che ha attirato un pubblico variegato, tra cui Roberto, 60 anni, di Moncalieri: «Chi si ricordava com’era la Russia di Gorbaciov? Barbero la racconta come se fosse un thriller».

Tra i titoli più richiesti da Sellerio: Il tallone da killer di Robecchi, due romanzi stranieri firmati da Colwill Brown e Jenny Erpenbeck, e ovviamente Max e Nigel di Antonio Manzini. Allo stand di Iperborea, Gaia racconta un altro tipo di scoperta: «Sono passata dopo aver assistito alla presentazione di Jan Brokken, che non conoscevo affatto». Anche Adelphi conferma entusiasmo e lunghe code, grazie a Emmanuel Carrère, Yasmina Reza e al nuovo fenomeno Michael Bible. Mentre l’industria editoriale soffre, il Salone sembra essere diventato il suo rifugio, se non la sua cura: un’oasi dove il libro è ancora protagonista.