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Ucraina-Russia, Zelensky sfida Putin: “Mosca ora ha la guerra in casa”

“La Russia deve essere costretta alla pace”. A dirlo, mentre l’Ucraina avanza nella regione di Kursk in territorio russo, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “La Russia ha portato la guerra ad altri, ora le arriva in casa. L’Ucraina ha sempre voluto solo la pace e noi la garantiremo sicuramente”, ha aggiunto in dichiarazioni rilanciate dalla presidenza di Kiev.

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Ucraina-Russia, Zelensky sfida Putin: “Mosca ora ha la guerra in casa”

L’Ucraina ha rivendicato nella giornata di ieri il controllo di circa mille chilometri quadrati nella regione Kursk. “Continuiamo la nostra offensiva nel territorio della regione di Kursk. Attualmente circa mille chilometri quadrati di territorio russo sono sotto il nostro controllo”, ha detto il capo delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrsky, secondo quanto riporta Interfax Ukraine.

La replica dello zar: “Il nemico riceverà una degna risposta”

Intanto monta l’ira di Vladimir Putin per l’incursione dell’Ucraina in Russia: “Il nemico riceverà una degna risposta e non c’è dubbio che raggiungeremo tutti i nostri obiettivi”. Lo zar ha convocato una riunione al Cremlino per discutere di quanto sta accadendo al confine, ad una settimana dall’incursione delle forze ucraine. Putin ha sottolineato che “le perdite per i militari ucraini sono aumentate drammaticamente, in modo particolare per le unità più capaci che il nemico invia al nostro confine”. Il compito principale del ministero della Difesa è quello di “spingere fuori il nemico dal nostro territorio”, ha aggiunto il leader di Mosca. Per quest’ultimo attraverso le sue azioni nella regione di Kursk, l’Ucraina sta cercando di migliorare la sua posizione negoziale in futuro, ma “non se ne parla” di trattative. L’incursione a Kursk “mostra perché il regime di Kiev ha rifiutato le offerte di pace di Mosca e dei mediatori”, ha detto Putin parlando nel corso della riunione, secondo quanto riferisce Ria Novosti. “Apparentemente, il nemico sta cercando di migliorare le sue posizioni negoziali in futuro, ma di che tipo di negoziati possiamo parlare con persone che colpiscono indiscriminatamente civili, infrastrutture civili o cercano di creare una minaccia per gli impianti di energia nucleare? È possibile parlare con loro?”, ha tuonato lo zar.