Il nuovo affondo di Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni ha provocato una reazione compatta della politica italiana. Da Palazzo Chigi la linea resta quella della prudenza: evitare polemiche dirette con il presidente degli Stati Uniti e preservare il rapporto strategico tra Roma e Washington. A ribadirlo sono stati i ministri Guido Crosetto e Matteo Piantedosi, mentre anche parte delle opposizioni ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio, pur senza rinunciare alle critiche sull’azione del governo.
Crosetto: “Le persone passano, i rapporti restano”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo a Sky TG24 Live In, ha sottolineato che la priorità dell’Italia deve essere quella di mantenere solide le relazioni con gli Stati Uniti, indipendentemente dalle tensioni politiche del momento.
“La cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato fondamentale come gli Usa. Le persone passano ma i rapporti devono rimanere”, ha dichiarato, invitando a non lasciarsi trascinare dalle provocazioni.
Piantedosi: “Rapporti incrollabili con Washington”
Sulla stessa linea anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha minimizzato la portata delle dichiarazioni di Trump.
Secondo il titolare del Viminale, i rapporti tra Italia e Stati Uniti “sono incrollabili” e non vengono messi in discussione dalle tensioni di queste ore, aggiungendo che resta ancora poco chiara la natura delle esternazioni del presidente americano.
Solidarietà anche dalle opposizioni
L’attacco di Trump ha spinto anche alcuni esponenti dell’opposizione a schierarsi al fianco della premier. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito “assolutamente inaccettabili” gli attacchi provenienti da un capo di governo straniero.
Pur ribadendo le proprie critiche all’esecutivo, Schlein ha sostenuto che, di fronte agli insulti rivolti all’Italia, le divisioni politiche devono passare in secondo piano. La leader dem ha però accusato Meloni di aver mantenuto finora una linea troppo vicina agli Stati Uniti e di non aver investito sufficientemente sul rafforzamento della difesa comune europea.
Calenda e Renzi: “Con Meloni contro Trump”
Anche Carlo Calenda ha espresso piena solidarietà alla presidente del Consiglio, definendo Trump “un ignobile bullo da quattro soldi”.
Sulla stessa linea Matteo Renzi, che ha dichiarato come, pur essendo all’opposizione, in questo caso la scelta sia inevitabile: “Tra Trump e Meloni sto dalla parte di Meloni perché sto dalla parte dell’Italia”.
L’ex premier ha però ricordato le posizioni assunte dalla leader di Fratelli d’Italia in passato nei confronti della Russia e ha invitato il governo a rafforzare il proprio legame con l’Europa, prendendo le distanze dal movimento Maga.
Tajani replica alle critiche
Alle parole di Renzi ha risposto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha respinto le accuse di eccessiva vicinanza agli Stati Uniti.
“Nessuno è andato con il cappellino Maga in mano, non sono andato in ginocchio da nessuno”, ha dichiarato, accusando il leader di Italia Viva di cercare visibilità politica dopo i risultati elettorali deludenti.
Sala: “Meloni fa bene a ignorarlo”
Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha invitato la presidente del Consiglio a non alimentare lo scontro con Trump.
Secondo Sala, il presidente americano utilizza una comunicazione continua e provocatoria alla quale sarebbe impossibile rispondere senza trasformare ogni giornata in una polemica. Per questo, a suo giudizio, Meloni fa bene a ignorarlo.
Il primo cittadino milanese ha comunque osservato che, nella fase iniziale del rapporto con Trump, la premier avrebbe mostrato un atteggiamento troppo accondiscendente, salvo poi correggere progressivamente la propria posizione.
Le critiche del Movimento 5 Stelle
Dal Movimento 5 Stelle è arrivato invece un duro attacco alla presidente del Consiglio. Il capogruppo al Senato Luca Pirondini ha sostenuto che Trump continui a colpire Meloni proprio perché il governo avrebbe costruito il rapporto con Washington su un’eccessiva disponibilità.
Secondo l’esponente pentastellato, i rapporti internazionali dovrebbero fondarsi esclusivamente sulla tutela dell’interesse nazionale, sul rispetto reciproco e su rapporti tra pari, senza personalismi o eccessive concessioni diplomatiche.

