Sciopero di 8 ore domani, martedì 5 novembre 2024, dalle 9 alle 17, del personale ferroviario di Trenitalia, Trenitalia Tper, Fs Security, Italo Ntv, Trenord in seguito all’accoltellamento di un capotreno a bordo del regionale Genova-Busalla, all’altezza della stazione di Rivarolo. Lo hanno proclamato oggi i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti.
Leggi anche: Per non dimenticare: l’alluvione del 4 novembre 2011 a Genova

Sciopero dei treni 5 novembre: protesta per l’accoltellamento del capostazione
Il capotreno di circa 40 anni è stato accoltellato intorno alle 13.30 di oggi da due uomini mentre controllava i biglietti a bordo del regionale Genova-Busalla, all’altezza delIa stazione di Rivarolo. I due aggressori, cittadini nordafricani, sono stati fermati dai carabinieri del nucleo radiomobile di Genova. La vittima è stata colpita da due coltellate che non hanno raggiunto organi vitali. Il capotreno è stato soccorso dal personale del 118. Poco dopo è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Villa Scassi. Le sigle sindacali denunciano che questa è l’ultima di una lunga serie di “aggressioni al personale mobile” registrate negli ultimi mesi. E a tutt’oggi “non si è apprezzato alcun intervento a tutela del personale e neanche un maggiore controllo dei treni da parte delle forze dell’ordine”, sottolineano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti.

Sciopero mezzi senza orari garantiti l’8 novembre in tutta Italia: cosa significa
Uno sciopero di massa con metro, bus e tram non garantiti è previsto per il prossimo 8 novembre. A proclamarlo sono Cub Trasporti, Sgb, Cobas Lavoro Privato, Adl Cobas, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl-Fna. A Roma l’agitazione interesserà la rete Atac e le linee periferiche gestite dagli operatori privati. Saranno assicurati solo alcuni servizi essenziali dall’inizio del servizio diurno alle 8,30 e dalle 17 alle 20; inoltre sarà prevista anche una manifestazione, dalle 10.30, davanti al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Una protesta che nasce per ribadire che il problema del trasporto è strutturale. “Assenza di risorse adeguate e mancanza di politiche di programmazione producono un modello di mobilità sempre più incapace di intercettare le necessità della cittadinanza. La carenza oramai strutturale di personale operativo, che si traduce in tagli del servizio, comporta il peggioramento delle condizioni lavorative e un aumento esponenziale degli episodi di aggressione per i lavoratori e le lavoratrici front line”, riferisce il sindacato.
“Lo sciopero, a differenza delle volte passate, non prevederà la garanzia del servizio nelle fasce orarie che tutelano la mobilità dei viaggiatori”, si legge in una nota del sindacato Filt Cgil. “Tale scelta, che la legge sullo sciopero prevede possa essere usata una sola volta nel corso della vertenza nazionale, rende ancora più chiara la drammatica emergenza che vive il settore. Non si tratta di uno sciopero che chiede soltanto il rinnovo del Ccnl, scaduto dal 31 dicembre 2023, ma vuole provare ad aprire nel Paese una riflessione su un sistema di mobilità collettiva che rischia gradualmente di sparire ormai non più solo nelle zone a bassa domanda ma anche nei medi centri urbani e nelle grandi città”, fanno sapere.




