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Meloni a Palermo: «Le mafie cambiano, lo Stato deve colpirle con nuovi strumenti»

Meloni

«Lo Stato c’è e vuole esserci con determinazione». Da Palermo, a pochi giorni dal 34° anniversario della strage di via D’Amelio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ribadisce l’impegno del governo nella lotta alla criminalità organizzata e annuncia un rafforzamento della presenza dello Stato nei quartieri più esposti al controllo mafioso.

Intervenendo al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la premier ha sottolineato come il contrasto alle organizzazioni mafiose debba evolversi insieme alle trasformazioni della criminalità.

«La ricchezza strappata alle mafie torna alla collettività per alleviare i problemi delle famiglie», ha affermato Meloni. «Lo Stato continua a colpire la criminalità organizzata, ma dobbiamo insistere perché le mafie cambiano, trovano nuovi spazi e nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo».

La presidente del Consiglio ha voluto rivolgere un ringraziamento alle forze dell’ordine e alla magistratura, citando l’operazione che nelle scorse ore ha portato al fermo di 22 persone legate alla cosiddetta “banda dei kalashnikov”. «Sono qui soprattutto per dire grazie a voi e per dare un messaggio chiaro: a Palermo lo Stato c’è. È questo il modo con cui onoriamo la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per questa terra».

Nel suo intervento Meloni ha fatto riferimento ai recenti episodi di violenza che hanno riportato tensione nel capoluogo siciliano. «Le raffiche di kalashnikov, le taniche di benzina e le intimidazioni sono immagini che non vedevamo da tempo e che non siamo disposti a tollerare. Chi pensa di riportare Palermo indietro troverà davanti a sé uno Stato determinato, che reagisce e colpisce».

Tra le priorità indicate dal governo c’è il rafforzamento della presenza dello Stato nelle aree più difficili della città. «Dobbiamo lavorare a un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio, a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo», ha spiegato la premier, aggiungendo che il piano potrebbe coinvolgere non soltanto le forze di polizia, ma anche l’Esercito nell’ambito di operazioni congiunte. «Se necessario possiamo intervenire anche sulle norme che disciplinano l’operazione Strade Sicure».

Nel richiamare il significato simbolico della visita, Meloni ha ricordato l’imminente anniversario della strage di via D’Amelio. «Questa è una settimana importante, che culmina con il ricordo del sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta», ha detto, definendo Palermo «una città che ha contribuito in modo decisivo alla coscienza civile del Paese».

«Qui lo Stato ha dimostrato, forse più che altrove, di non essere disposto ad arretrare davanti alla violenza mafiosa», ha concluso la presidente del Consiglio. «Noi raccogliamo quella testimonianza e continuiamo a rafforzare gli strumenti investigativi e il lavoro di tutte le istituzioni impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata».