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Di Maio: “Pensavo di diventare premier”. Come nacque la scelta di Conte e l’elogio a Draghi

Draghi Conte Di Maio

Luigi Di Maio torna a parlare dell’Italia, della sua parabola politica e degli anni trascorsi ai vertici delle istituzioni.In una lunga intervista alCorriere della Sera, l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle, oggi rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, ripercorre le tappe della sua carriera: dagli anni del consenso record alla sconfitta elettorale del 2022, fino alla nuova esperienza diplomatica.

Tra i passaggi più significativi c’è il racconto di quello che avrebbe potuto cambiare la storia politica italiana. Dopo le elezioni del 2018, con il Movimento 5 Stelle primo partito del Paese, Di Maio era convinto che sarebbe stato lui a guidare il governo. «Lo davamo per scontato», racconta. Le trattative con Matteo Salvini, però, si arenarono e fu durante una pausa davanti alla macchinetta del caffè, al Pirellone di Milano, che prese forma l’idea destinata a sbloccare lo stallo: affidare l’incarico a Giuseppe Conte, una soluzione che, ricorda l’ex ministro, venne proposta da Alfonso Bonafede.

Di Maio

Di Maio non si sottrae nemmeno a un bilancio autocritico degli anni del Movimento. Riconosce che alcuni slogan furono eccessivi e cita in particolare l’annuncio dal balcone di Palazzo Chigi con cui rivendicò di aver «abolito la povertà». Oggi definisce quella comunicazione un errore, maturato anche nel clima di continua competizione politica con Matteo Salvini. Diverso il giudizio sul Reddito di cittadinanza. L’ex vicepremier continua a difendere la misura, pur ammettendo che avrebbe richiesto controlli più efficaci per evitare abusi e distorsioni. Tra i passaggi più interessanti dell’intervista c’è anche il riferimento a Mario Draghi. Nonostante la rottura politica che avrebbe poi segnato la fine di quell’esperienza di governo, Di Maio riconosce all’ex presidente del Consiglio di aver rispettato gli impegni assunti con il Movimento 5 Stelle. «Ha mantenuto la parola sulle due cose che gli avevamo chiesto: mantenere il Reddito di cittadinanza e istituire il Ministero della Transizione ecologica», afferma.

Guardando al presente, Di Maio esclude categoricamente un ritorno nella politica italiana. Le indiscrezioni che lo vorrebbero candidato alle prossime elezioni vengono liquidate come «romanzi fantasy». Oggi, spiega, la sua vita ruota attorno al lavoro diplomatico tra Bruxelles e il Golfo Persico e alla famiglia.

Non manca un passaggio sui rapporti con gli ex compagni di partito. Di Alessandro Di Battista dice di non avere più contatti da quando sostenne il governo Draghi, mentre parlando di Giuseppe Conte osserva con una battuta amara: «Ha vinto tutto con me, mentre io ho perso tutto», augurandosi che un giorno possano lasciarsi alle spalle le polemiche.

Draghi Di Maio

Infine, uno sguardo all’attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Pur mantenendo le distanze politiche, Di Maio riconosce che la stabilità di un governo rappresenta un elemento importante sul piano internazionale, perché rafforza la credibilità dell’Italia nei confronti dei partner esteri.