Dopo diciassette anni di attività, Wired Italia chiude i battenti. La storica rivista dedicata all’innovazione, alla tecnologia e alla cultura digitale cessa le pubblicazioni, mettendo fine a un’esperienza editoriale che per diciassette anni ha raccontato le trasformazioni del mondo digitale, l’evoluzione delle nuove tecnologie e le storie dei protagonisti che hanno guidato il cambiamento nel nostro Paese. Nel corso degli anni, la rivista si è affermata come un punto di riferimento per l’approfondimento sui temi dell’innovazione, contribuendo al dibattito pubblico su futuro, scienza, società digitale e tanto altro.
Wired Italia chiude dopo 17 anni: l’ultimo numero e il saluto ai lettori
Se la decisione di chiudere Wired Italia era stata annunciata già il 16 aprile scorso, il 30 giugno 2026 diventa la data in cui la chiusura prende definitivamente forma. La rivista dedicata alla conoscenza e al futuro cessa le pubblicazioni dopo 17 anni. In edicola, dal 20 giugno, è uscito l’ultimo numero, il 117, dedicato ai leader italiani del domani, con dieci interviste illustrate dall’artista ungherese David Szauder, che racconta a sua volta come conciliare intelligenza artificiale e disegno digitale. Per salutare i lettori, sul sito della rivista stata pubblicata una lettera in cui si legge:
«Nel giorno in cui Wired Italia chiude dedichiamo l’ultimo editoriale alle generazioni che verranno e che conosceranno come storia questo spazio di futuro. A loro lasciamo in dono il nostro sapere, le storie che abbiamo raccontato, le testimonianze di 17 anni di cambiamenti». Tra i motivi che avrebbero portato a questa scelta ci sarebbero stati: la scarsa redditività dell’edizione italiana e la crisi generale dell’editoria, che negli ultimi anni ha reso sempre più difficile mantenere un equilibrio tra costi e ricavi. A questo si aggiunge il fatto che, Wired Italia, non è riuscita a crescere quanto altre edizioni del brand nel mondo, risultando più debole sia dal punto di vista economico sia della diffusione.
Un progetto che ha cambiato il modo di vedere
Wired è una rivista che colloca la sua origine negli Stati Uniti nel lontano 1993, da un’idea di Louis Rossetto e Jane Metcalfe, con l’obiettivo di analizzare gli effetti delle tecnologie emergenti su cultura, economia e politica. La necessità di questo progetto nasce soprattutto dall’esigenza di comprendere gli impatti e le conseguenze delle nuove tecnologie in un’epoca in cui Internet cominciava a diffondersi rapidamente e a trasformare profondamente la società. Il suo design innovativo, insieme a copertine ricche di immagini originali e spesso evocative, pensate per introdurre tematiche di grande interesse, hanno avvicinato un vasto pubblico di lettori, portando Wired ad affermarsi come una delle testate più autorevoli e influenti a livello globale. Nel 1998 è stata acquisita da Condé Nast, che ne ha poi esteso progressivamente la diffusione su scala internazionale.
Un nuovo modo di raccontare il futuro in Italia
Nel 2009 Wired approda anche in Italia, portando nel nostro Paese un nuovo modo di raccontare l’innovazione. Il primo numero esce nel 2009 con in copertina Rita Levi Montalcini, in occasione dei suoi 100 anni, e un’intervista a cura di Paolo Giordano. Da quell’incontro nasce una delle citazioni più celebri della famosa neurologa: “Il corpo faccia quello che vuole. Io sono la mente”. Anche in Italia, Wired, ha ampliato il vasto mondo dell’innovazione: le sue pagine hanno approfondito il ruolo della tecnologia nella vita quotidiana, gli effetti della trasformazione digitale sui rapporti sociali, sull’economia e sulla politica, senza tralasciare le grandi scoperte scientifiche. Con il motto Istruzioni per il futuro, la rivista pone l’accento sull’importanza dell’avvenire, e lo ha fatto, in questi anni, impegnandosi quotidianamente nella ricerca di storie che non raccontano solamente il momento, ma che contribuiscono a crearlo, e di vicende che hanno aiutano a comprendere come il presente stia costruendo il futuro. Al timone della direzione, nell’ultimo periodo, Luca Zorloni.

