Press "Enter" to skip to content

“Battiato svelato” di Giorgio Calcara: il ritratto di un artista infinito

Su Franco Battiato si è scritto moltissimo. E non potrebbe essere altrimenti. Cantautore, compositore, regista, pittore, sperimentatore instancabile, figura appartata e insieme popolarissima: provare a rinchiuderlo in una definizione è un esercizio destinato a restare incompleto. Ogni tentativo di racconto sembra sempre parziale, come se mancasse un tassello. Forse perché Battiato non è stato soltanto un autore di canzoni, ma un vero e proprio orizzonte culturale.

Il volume “Battiato svelato. Dalle sperimentazioni degli esordi all’universo multiforme”, curato da Giorgio Calcara e pubblicato da Rai Libri, sceglie una via diversa rispetto alla biografia tradizionale. Non segue una linea cronologica rigida, ma costruisce un racconto corale: decine di voci (giornalisti, scrittori, musicisti, amici, collaboratori) restituiscono frammenti, ricordi, impressioni. È un mosaico che non chiude il mistero, ma lo illumina da angolazioni differenti.

Il palco come centro di gravità permanente

Studioso di antropologia delle religioni e già curatore di una retrospettiva dedicata a Battiato al Maxxi di Roma, Calcara mette in luce un elemento ricorrente nelle testimonianze: il palco come spazio quasi sacrale. Non semplice luogo di esibizione, ma territorio di trasformazione. Molti ricordano il primo incontro con lui come un’esperienza folgorante, quasi iniziatica. Franco Battiato sul palco non “interpretava” soltanto le sue canzoni: sembrava officiare un rito. Lavorava sul suono con la pazienza di un artigiano e l’intuizione di un visionario, muovendosi tra elettronica, musica colta e pop con una naturalezza disarmante. Il suo talento è stato quello di attraversare generi e linguaggi senza mai lasciarsi imbrigliare. Dalla sperimentazione radicale degli anni Settanta al successo di massa di La voce del padrone, fino alle opere liriche e al cinema: ogni tappa è stata una declinazione coerente di una ricerca più ampia.

Un artista totale tra tecnologia e spiritualità

Battiato ha intuito prima di molti le potenzialità del sintetizzatore, allora strumento costoso e quasi misterioso. Andò a studiarlo direttamente in Inghilterra, importando in Italia un linguaggio sonoro nuovo, che avrebbe influenzato generazioni successive. Ma la sua grandezza non si esaurisce nell’innovazione tecnica. Nei testi convivono filosofia orientale, misticismo, citazioni colte e ironia sottile. Canzoni come Centro di gravità permanente, E ti vengo a cercare o La cura sono entrate nell’immaginario collettivo senza rinunciare alla complessità. È questa la cifra rara di Battiato: riuscire a coniugare profondità e leggerezza, spiritualità e popolarità. Come ricorda nel libro la regista ed editrice Elisabetta Sgarbi, la sua urgenza non era semplicemente comunicare, ma esprimere. E l’espressione, nel suo caso, era sempre una forma di ricerca.

Un universo che continua a espandersi

Sfogliando Battiato svelato, emerge con forza una metafora inevitabile: quella astronomica. La carriera dell’artista appare come una galassia in continua espansione. Ogni testimonianza aggiunge un pianeta, un dettaglio, un riflesso nuovo. C’è il Battiato cineasta, autore di film visionari. C’è il pittore che firmava con uno pseudonimo. C’è l’uomo curioso dell’infanzia, capace di illustrare fiabe per bambini. E c’è il maestro silenzioso, riferimento per generazioni di musicisti.

Perché leggerlo oggi

In un tempo dominato dall’urgenza e dalla velocità, tornare a Battiato significa rallentare. Significa concedersi uno spazio di ascolto diverso, più profondo. Il libro curato da Calcara non pretende di spiegare tutto. Non chiude il cerchio, non smonta il mito. Piuttosto, accetta che una parte resti irrisolta. E forse è proprio questa la lezione più autentica di Franco Battiato: la curiosità come motore, la ricerca come destino, la libertà come unica vera forma di fedeltà a sé stessi. Una galassia non si contiene in un volume. Ma può essere raccontata, almeno per un tratto, attraverso le voci di chi ne ha incrociato la luce.