A cinquant’anni dal disastro dell’Icmesa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato a Seveso per ricordare una delle più gravi emergenze ambientali della storia italiana. La cerimonia ufficiale si è svolta oggi, 10 luglio 2026, nel giorno esatto dell’anniversario dell’incidente che nel 1976 liberò nell’aria una nube tossica di diossina, coinvolgendo anche i territori di Meda, Cesano Maderno e Desio.
Mattarella: “Una svolta nella cultura della prevenzione”
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato come quanto accadde a Seveso abbia modificato profondamente la percezione dei rischi industriali e ambientali. “Quel che accadde a Seveso divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione“, ha dichiarato Mattarella, ricordando che l’emergenza impose una significativa accelerazione nella definizione di nuove regole.
Il presidente ha poi evidenziato il valore delle norme introdotte in seguito a livello europeo. “Le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico“, ha spiegato, perché fondate sulla tutela della vita, delle comunità e dell’ambiente, considerato come un “diritto umano primario“.
“Uno degli eventi più gravi a livello globale”
Mattarella ha definito il disastro di Seveso “uno degli eventi più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare“. Un incidente che, per la portata dell’inquinamento e per le sue conseguenze, continua a essere considerato tra i più gravi avvenuti a livello mondiale.
“Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione, l’intera Italia erano sgomente“, ha ricordato il presidente. La nube tossica provocò gravi lesioni cutanee, soprattutto nei bambini, la morte di migliaia di animali e l’evacuazione di centinaia di persone dalle aree maggiormente contaminate.
Dal disastro nacquero le Direttive Seveso
La tragedia del 1976 portò alla successiva adozione delle cosiddette Direttive Seveso, il complesso di norme europee dedicate alla prevenzione degli incidenti industriali rilevanti e alla protezione della popolazione e dell’ambiente. Il nome della cittadina brianzola è così diventato, nel tempo, il simbolo di una nuova consapevolezza sui rischi legati agli impianti produttivi.
Alla cerimonia erano presenti, insieme al Capo dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la sindaca di Seveso Alessia Borrioni.
La visita al Bosco delle Querce
La giornata commemorativa è iniziata al Bosco delle Querce, il parco naturale realizzato nell’area più colpita dalla contaminazione. Il terreno inquinato venne rimosso, gli edifici demoliti e i materiali tossici sistemati in apposite vasche di contenimento, sopra le quali oggi sorge l’area verde.
Mattarella ha partecipato allo scoprimento di una targa e al flash mob “Il bosco del futuro“, organizzato nei pressi del grande pioppo rimasto in piedi dopo il disastro. Un luogo che oggi rappresenta non soltanto la memoria della tragedia, ma anche la capacità della comunità di Seveso di ricostruire e trasformare una ferita ambientale in un simbolo di rinascita.

